Habemus Papam

GGRRR …! GGRRR…!

In una fumata è sparito Francesco.
In una fumata è apparso Leone.

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Collisione nei cieli del Vaticano

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Conclave stra-ordinario



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Caso A)
La colomba-spirito santo- plana sull’eletto e lo segna.
Teologi: “Segno divino inequivocabile”.
Biologi: “Fenomeno naturale”.
Piattaforma X: “#ColombaGate


Caso B)
La colomba distribuisce le fiammelle: piccole lingue di fuoco compaiono sopra le teste dei papabili.
Intensità della fiamma = Grado di consenso + Numero di selfie con bambini sorridenti.
Colonna sonora: cori angelici remixati con notifiche su app.
Nota: il candidato con fiammella più vigorosa viene eletto.
Gli altri ricevono il silenzio audio misericordioso.


Caso C)
Non c’è colomba e non c’è fiammella. Metodo Schrödinger ecclesiale. Ad ogni modo l’evento è obbligatorio. Si dichiara comunque un vincitore. Solo fumo bianco. Habemus papam.
I progressisti dicono che ha vinto l’apertura. “È un’apertura rivoluzionaria”;
I tradizionalisti dicono che ha vinto la Tradizione. “È il ritorno alla vera dottrina”.
I vaticanisti scrivono: “Un pontefice per tutti e per nessuno”.
I gesuiti: “C’è ma non si vede
Il Papa viene eletto comunque, per contratto celeste. La folla applaude in ogni caso, senza sapere perché.

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Dal 1059 fu decisa l’elezione esclusivamente da parte dei cardinali, per evitare ingerenze (che tuttavia non mancarono).
Due secoli dopo, a Viterbo, ci vollero quasi tre anni per l’elezione. La città che foraggiava i cardinali, spazientita, li chiuse a pane e acqua nella sede.
Furono clausi cum clave per sempre.

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Libera stampa

è la stampa, bellezza!
[non ci puoi fare nulla …]
Una frase diventata emblema di libertà della comunicazione. Se non la uccidi è come l’acqua che inevitabilmente fluisce in pendenza.
È l’ultima battuta di Humphrey Bogart nel film Deadline, del 1952. Come coraggioso direttore di giornale sfida chi prova a sopprimere la voce libera ed etica del suo giornale. Nella versione originale il gangster che minaccia il giornalista si chiama Rienzi, di origine siciliana (e così appare nei titoli di giornale). Nella versione italiana, L’ultima battuta, proviene invece dall’est Europa. Ci pensò la censura dell’epoca alla sostituzione: meglio un po’ di guerra fredda che un po’ d’Italia diffamata …


Oggi, 3 aprile 2025, nella Giornata mondiale della libera stampa, l’Italia esce con sempre più ossa rotte. Giornalisti spiati con tecnologie militari, minacciati e sotto scorta (22); querele facili come metodo d’intimidazione, RAI non certo autonoma (mai stata, ma almeno ad isole), norme restrittive …

Il rapporto annuale di Reporters Sans Frontières, sulla stampa mondiale, rileva che la situazione italiana è peggiorata. In base ai criteri sociologici adottati, è scesa di tre punti, rispetto al 2024, ponendola al 49° posto nell’Europa occidentale. È il suo punteggio peggiore dal 2013 ad oggi. Al peggioramento hanno contribuito le leggi bavaglio, che ostacolano inchieste, ricerche in ambito giudiziario e di pubblica amministrazione. Si aggiungono le minacce di organizzazioni mafiose e di gruppi estremisti, le notevoli concentrazioni editoriali, a scapito della pluralità di voci. L’indipendenza e la libera comunicazione è quindi a rischio.

Anche gli Stati Uniti perdono punti dal 55° al 57° posto. Ci ha pensato la nuova presidenza color granturco, con le sue continue tossiche prodezze.

Le punte emergenti, quelle medie e le ultime (da Reporters sans FrontièresWorld Press Freedom Index).

1: Norvège 🇳🇴
2: Estonie 🇪🇪
3: Pays-Bas 🇳🇱
24: Taïwan 🇹🇼
25: France 🇫🇷
49 : Italie 🇮🇹
57: États-Unis 🇺🇸
126: Algérie 🇩🇿
159: Turquie 🇹🇷
176: Iran 🇮🇷
178: Chine 🇨🇳
179: Corée du Nord 🇰🇵
180: Érythrée 🇪🇷

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Appunti di Lavoro

Le origini della festa dei lavoratori porta alle radici del capitalismo industriale degli Stati Uniti. Non sono ancora ben chiarite alcune pertinenze storiche.
Ma diritti e tutele sono stati certamente strappati al costo di aspri conflitti e vite umane.
E sul “fronte” di questa guerra, ancora oggi in Italia, cadono circa due vittime al giorno. Si può cadere sul colpo o dopo anni di patologie oncologiche.
E per assurdo anche l’assenza di lavoro produce vittime…

Il 1° Maggio nasce come giornata di lotta operaia negli Stati Uniti. È collegata agli scioperi per la giornata lavorativa di 8 ore. Il massacro di Haymarket a Chicago (4 maggio 1886 – molti civili e poliziotti morti per una bomba – lavoratori impiccati, risultati poi innocenti) ebbe una risonanza mondiale. Molti Paesi scelsero di ricordare l’evento e nello stesso tempo di festeggiare i diritti raggiunti nel lavoro proprio il 1° maggio.
Il governo e l’élite americana dell’epoca, tuttavia, cominciarono a considerare il 1° Maggio politicamente pericoloso, associato a movimenti anarchici e socialisti.
Nel 1894 il presidente Grover Cleveland proclamò il Labor Day il primo lunedì di settembre per celebrare la giornata in modo meno conflittuale e meno “politico”.
L’Italia comincia a celebrare la festa del Lavoro nel 1891, come giornata di rivendicazioni, di lotta e manifestazioni.
Nel 1925, appena due anni dopo l’instaurazione del fascismo, la festa viene abolita.
Il regime la sostituisce con la “Festa del lavoro italiano”, il 21 aprile, collegata idealmente al Natale di Roma. Le origini operaie legate ai movimenti anarchici e socialisti internazionali vengono così cancellate.

Dopo la caduta del fascismo e la fine della Seconda Guerra Mondiale, il governo italiano la ripristina ufficialmente nel 1949, riconoscendola come uno dei pilastri della Costituzione. Da allora è festa nazionale e simbolo della lotta per la conquista dei diritti sindacali e sociali.
Il primo articolo della Costituzione recita:
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

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