Maggio 2026

La Festa del Lavoro si trascina dietro anche i diritti non riconosciuti. Le retribuzioni che non coprono fine mese. Le disparità di trattamento. Le gravidanze non tollerate. La scarsità di lavoro, la stagnazione della produttività, la delocalizzazione.
Le morti bianche…

Se il datore di lavoro non adotta norme di sicurezza, molti fingono di non vedere e di non sapere. Quando accade l’irreparabile, stigmatizzazione di rito, poi la coscienza torna pulita.

Un operaio (si capirà dopo) è stato segnalato su un prato, apparentemente pestato, sanguinante. Rissa? No. Le indagini scoprono che era stato trasportato in piena campagna dai proprietari di una casa dove eseguiva dei lavori. Gli era crollato un balcone addosso. Romeno, 48 anni. Una tetra commedia per occultare il lavoro in nero.

Un uomo viene scaricato da un’auto a un distributore di benzina. Operaio, era caduto da tre metri di altezza. I responsabili del cantiere lo avevano scaricato lontano a diversi chilometri. Lavoro al nero. Egiziano, 53 anni.

Un operaio con un braccio staccato viene depositato davanti casa sua, con il braccio in una cassetta da frutta. Morirà dissanguato, poteva salvarsi. Bracciante di una comunità Sick.
Caporalato.    

Solo alcune storie disumane del lavoro nella scia della gioiosa
Festa del Lavoro, delle Lavoratrici e dei Lavoratori.
Che difende. Richiama. Rivendica. Unisce.

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Appunti di Lavoro

Le origini della festa dei lavoratori porta alle radici del capitalismo industriale degli Stati Uniti. Non sono ancora ben chiarite alcune pertinenze storiche.
Ma diritti e tutele sono stati certamente strappati al costo di aspri conflitti e vite umane.
E sul “fronte” di questa guerra, ancora oggi in Italia, cadono circa due vittime al giorno. Si può cadere sul colpo o dopo anni di patologie oncologiche.
E per assurdo anche l’assenza di lavoro produce vittime…

Il 1° Maggio nasce come giornata di lotta operaia negli Stati Uniti. È collegata agli scioperi per la giornata lavorativa di 8 ore. Il massacro di Haymarket a Chicago (4 maggio 1886 – molti civili e poliziotti morti per una bomba – lavoratori impiccati, risultati poi innocenti) ebbe una risonanza mondiale. Molti Paesi scelsero di ricordare l’evento e nello stesso tempo di festeggiare i diritti raggiunti nel lavoro proprio il 1° maggio.
Il governo e l’élite americana dell’epoca, tuttavia, cominciarono a considerare il 1° Maggio politicamente pericoloso, associato a movimenti anarchici e socialisti.
Nel 1894 il presidente Grover Cleveland proclamò il Labor Day il primo lunedì di settembre per celebrare la giornata in modo meno conflittuale e meno “politico”.
L’Italia comincia a celebrare la festa del Lavoro nel 1891, come giornata di rivendicazioni, di lotta e manifestazioni.
Nel 1925, appena due anni dopo l’instaurazione del fascismo, la festa viene abolita.
Il regime la sostituisce con la “Festa del lavoro italiano”, il 21 aprile, collegata idealmente al Natale di Roma. Le origini operaie legate ai movimenti anarchici e socialisti internazionali vengono così cancellate.

Dopo la caduta del fascismo e la fine della Seconda Guerra Mondiale, il governo italiano la ripristina ufficialmente nel 1949, riconoscendola come uno dei pilastri della Costituzione. Da allora è festa nazionale e simbolo della lotta per la conquista dei diritti sindacali e sociali.
Il primo articolo della Costituzione recita:
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

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