
La Festa del Lavoro si trascina dietro anche i diritti non riconosciuti. Le retribuzioni che non coprono fine mese. Le disparità di trattamento. Le gravidanze non tollerate. La scarsità di lavoro, la stagnazione della produttività, la delocalizzazione.
Le morti bianche…
Se il datore di lavoro non adotta norme di sicurezza, molti fingono di non vedere e di non sapere. Quando accade l’irreparabile, stigmatizzazione di rito, poi la coscienza torna pulita.
Un operaio (si capirà dopo) è stato segnalato su un prato, apparentemente pestato, sanguinante. Rissa? No. Le indagini scoprono che era stato trasportato in piena campagna dai proprietari di una casa dove eseguiva dei lavori. Gli era crollato un balcone addosso. Romeno, 48 anni. Una tetra commedia per occultare il lavoro in nero.
Un uomo viene scaricato da un’auto a un distributore di benzina. Operaio, era caduto da tre metri di altezza. I responsabili del cantiere lo avevano scaricato lontano a diversi chilometri. Lavoro al nero. Egiziano, 53 anni.
Un operaio con un braccio staccato viene depositato davanti casa sua, con il braccio in una cassetta da frutta. Morirà dissanguato, poteva salvarsi. Bracciante di una comunità Sick.
Caporalato.
Solo alcune storie disumane del lavoro nella scia della gioiosa
Festa del Lavoro, delle Lavoratrici e dei Lavoratori.
Che difende. Richiama. Rivendica. Unisce.
***
Scopri di più da arti&artigli
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.