La Memoria

Illustrazione che rappresenta un edificio oscuro con una facciata spaventosa e artigli, accompagnato dalla scritta '27 Gennaio giornata della Memoria'.

«Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto.»
Anna Frank, Diario

Il mostro terribile non appartiene alle fiabe.
È reale. È storico.
Generato da mente lucida e follia consapevole.
Ancora oggi molti non se ne vergognano.
Il suo veleno inebria:
può trovarsi nelle coppe di ogni potere.
Una molecola potrebbe trovarsi anche
nel più profondo di noi stessi.

***

“Passarono le dieci e mezza, le undici: nessun rumore. Papà e Van Daan venivano da noi a turno. Alle undici e un quarto, sentimmo dei rumori di sotto. Da noi, si poteva sentire il respiro di ognuno, stavamo assolutamente immobili. Passi nella casa, nell’ufficio privato, in cucina, poi… su per la nostra scala. Allora non si sentirono più nemmeno i nostri respiri, ma solo il battito dei nostri cuori; passi sulla nostra scala, poi armeggii allo scaffale girevole. Questo momento è indescrivibile. «Siamo perduti!» dissi io, e ci vidi tutti portati via dalla Gestapo la notte stessa. Armeggii allo scaffale girevole per due volte, poi cadde qualche cosa e i passi si allontanarono. Per il momento eravamo salvi.
Un brivido ci percorse tutti; udii che qualcuno, non so chi, batteva i denti, ma nessuno disse ancora una parola.
In casa non si udiva più nulla, ma c’era una luce accesa sul pianerottolo, proprio davanti allo scaffale. Forse perché lo scaffale era misterioso? O la polizia aveva dimenticato la luce accesa?
Qualcuno sarebbe tornato a spegnerla? Le lingue si sciolsero: non c’era più nessuno in casa, forse soltanto una guardia davanti alla porta”.

Anna Frank, Diario (Martedì, 11 aprile 1944)

***

Lascia un commento

Scopri di più da arti&artigli

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere