
Geopolitica aviaria
Destruction 2
Potrebbero essere avvoltoi.
O gallinacci d’allevamento con ambizioni imperiali.
Specie che si credevano estinte nel secolo scorso e che invece, a cicli regolari, tornano a beccare.
Il drappo azzurro stellato non è mangime.
E le dodici stelle non sono vermetti.
Eppure l’accanimento è caparbio, metodico.
C’è chi lo chiamerebbe istinto predatorio; altri parlerebbero di interesse nazionale.
Più sobriamente, potremmo definirlo imperial bias e destruction bias: la tendenza a fare a pezzi ciò che non si controlla e a beccare senza sosta ciò che resiste.
Ne soffrono le dodici stelle — tutte, nessuna esclusa.
Qualcuna vacilla, nessuna dovrebbe cadere.
Il drappo andrebbe ricucito e difeso, anche disinfettato.
Perché le infezioni aviarie sono contagiose: non colpiscono solo il bersaglio, ma anche il cortile intero.
Meglio un cielo meno rumoroso e un’Europa ancora intera, liberata da artigli e becchi vandalici.
Libera da ricadute darwiniane della catena di dominanza.
Libera.
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