PAGINA NERA

82 i Palestinesi, in ressa per cibo, uccisi dagli attacchi dell’IDF, l’esercito israeliano, a partire da questa mattina, 20 giugno 2025.

37 nella zona centrale di GAZA.

23, forse più, a GAZA CITY.

22 a sud nella Striscia.

59 a KAN YOUNIS tre giorni fa.

28 a NETZARIM, qualche giorno prima.
(Fonti al Jazeera e ospedale al-Awda a Deir al-Balah).

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Gaza trappola


Quotidiano listino dei morti a Gaza dove non c’è più una casa in piedi. Sembra un tiro al piattello, uno sport regolare. I punti di raccolta, per quel poco cibo che viene distribuito, vengono definiti trappole. Spari sulla folla, prima smentite, poi giusticazioni: tumulti, tipi sospetti, o errore. Solita inchiesta interna a salve. L’inchiesta invece ben documentata è della CNN. Il bilancio delle vittime sarebbe di 70 mila (60-70% donne e bambini), ma arriverebbe a 180 mila secondo uno studio pubblicato da Lancet, considerando le persone non curate, disperse, morte per fame.

Ehud Olmert, già membro del Likud – lo stesso partito del premier e premier egli stesso dal 2007 al 2009 – ha scritto su Haaretz (27/5) che le “vittime inutili tra la popolazione palestinese” hanno ormai raggiunto “proporzioni mostruose”.

“Questa è ormai una guerra politica privata. Il suo risultato immediato è la trasformazione di Gaza in una zona di disastro umanitario.” (Sempre Olmert).

David Grossman, il più famoso scrittore israeliano in esilio volontario, ha dichiarato (22/5) in una intervista: “Davanti a tanta sofferenza il fatto che questa crisi sia stata iniziata da Hamas il 7 ottobre è irrilevante” .

E ancora, recentemente (25/5) Moshe Feiglin, politico, attivista, teorico (lo Stato dev’essere ebraico e non democratico) ha dichiarato all’emittente Channel 14: “Il nemico non è Hamas, né il suo braccio armato. Ogni bambino a Gaza è un nemico. Dobbiamo occupare Gaza e colonizzarla, e non deve restare neanche un bambino gazawi. Non c’è altra vittoria possibile”.
Una dichiarazione che riassume e conferma le feroci determinazioni in atto che stanno sul filo del genocidio, senza sottilizzazioni tecniche.
Qualche giorno fa, un oceano umano, 300 mila persone a Roma (e altrove) hanno portato commozione e un gigantesco messaggio di pace e di blocco ai massacri.
In alto silenzio d’alta montagna.

Fuoco incrociato

Cordialincendiari al 20/1/2025

Contrordine.
Muskio si dimette dal DOGE e critica di traverso Troglo.
Troglo scarica Muskio, prima genio, e gli taglia i finanziamenti.
Muskio a Troglo ormai apertamente: La tua legge finanziaria è un “disgustoso abominio“.
Troglo: Forse sta male, qualcuno lo curi.
Muskio: Ti ho fatto vincere io.
Muskio: Stai nei file di Epstino, ecco perché sono secretati.
Muskio: Sostengo l’impeachment!
Da quel momento fuoco amico.

Fuoco incrociato al 3 giugno 2025

Chi ha fatto il biglietto per Marte verrà risarcito. Chi è MAGA resterà,
o maga-ri finirà con Muskio che aprirà – ha detto – una nuova propria discarica.

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14 reati 9 inasprimenti


Manganelli, taser (si muore), DDL con fiducia imposta, una stretta alla volta.
Con le buone e con le cattive è l’operazione di trasporto (sta’ sereno) verso uno stato di democrazia apparente.
Scomodando Foucault, Derrida, Deleuze che ci avevano avvertito: ” Lo stato come macchina di controllo”.

Il nuovo Decreto Sicurezza (nessuna urgenza, ma approvato rapidamente) prevede 14 nuovi reati, con nove aggravamenti di pena. Un campionario di reati in più, con maggiori sfumature e un bilancino, porta più detenuti in carcere.
Le carceri esplodono per sovraffollamento, anche per i piccoli reati. Preoccupano le presenze minorili, i suicidi, le condizioni di vita drammatiche. È cronica l’inadeguatezza di strutture e di personale. È poi una scuola superiore di perfezionamento del crimine in vivo.
Secondo i nostri principi costituzionali (art. 27) la pena ha compito rieducativo. E dev’essere erogata in misura proporzionata alla gravità del reato. Ma le risorse umane di recupero del detenuto sono assolutamente insufficienti.

L’attuale governo rinchiude e butta la chiave, piuttosto che percorrere le strade più difficili e impegnative della prevenzione, degli investimenti educativi. L’educazione civica scolastica, compresa quella che riguarda i sentimenti, per esempio. L’educazione ai sentimenti ha un aspetto anche tecnico e sociologico, che la famiglia da sola non può espletare. Non è un fatto solo privato e intimistico. Il privato è politico si disse un tempo.
Tra due giorni ci potrà essere una donna uccisa, ma non ne conosciamo il nome e dove avverrà.

Piazza della Loggia, Piazza Fontana, Banca dell’Agricoltura, la Stazione di Bologna… si possono ripetere. Il nuovo decreto sicurezza permette ai servizi segreti di dirigere associazioni terroristiche nell’interesse dello Stato, oltre a garantire ampie impunità ai suoi membri e ad agenti.
Tornano i tempi belli.

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Battere ciglio

… se nessuno batte un ciglio di là e di qua dell’Atlantico…

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Donne di Gaza


È trascorsa meno di una settimana dalla Giornata dell’Igiene Mestruale. Tabù nei media e nei salotti. Qualunque cosa, se non se ne parla nell’attuale rullo comunicativo, è come se non esistesse.
Gaza e le donne. Chi muore non soffre più. Ma chi continua a vivere, vive tra torture. Paura, fame, sete, bombe, lutti. Una delle torture che si aggiunge e che toglie dignità alle donne è l’assenza di supporti igienici. Manca l’acqua per lavarsi, gli assorbenti vengono ricavati da quel che resta di panni, pannolini, tende, magliette. Intimità inesistente. Disinfettanti insufficienti o assenti. UN Women (Ente ONU per l’uguaglianza di genere) stima una quantità pari a dieci milioni di assorbenti necessari al mese per 700 mila donne. Ma le mestruazioni possono anche scomparire per traumi e paura. E i bisogni corporali di due milioni e più di persone assediate e in continua mobilità?

Le deliranti dichiarazioni di Smotrich, ministro israeliano: “È arrivato il momento” (piano di distruzione, annessione, sgombero, deportazione…) sostenute senza alcun rimorso dal suo capo e dal suo entourage, preannunciano una catastrofe irreversibile se nessuno batte un ciglio di là e di qua dell’Atlantico. Sembra una gara a incoronarsi d’ignavia e vigliaccheria ancora prima del 7 ottobre.

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2 Giugno repubblicano


Ho sempre raccomandato di
evitare le cattive compagnie.

Mai ordinato bavagli.  

Occhi aperti,
qualcuno tenta sempre di rubarvi
un pezzetto di diritto
o tutto intero

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AI ahi


Non ci sono più le Alici, ma gli Squali nel paese delle meraviglie. L’attuale paese delle meraviglie è l’AI, Artificial Intelligence.
AI è un mostro che non dorme mai, non gli sfugge nulla. È capace di memorizzare qualsiasi piccola inezia in qualsiasi posto avvenuta. Vive sulle spalle, anzi nella mente, di chi la utilizza perché si alimenta dei suoi pensieri e delle sue conoscenze; di tutto lo scibile umano. Esegue fulmineamente a comando, organizza, risolve. Fa le guerre. Non si ribella.
Ha una sete smisurata: ogni 20-30 comandi, beve intorno a un litro d’acqua dolce per raffreddarsi, senza batteri e impurità, come in cucina. Nel 2022, solo per conto di Google, ne ha bevuti 2 miliardi di litri. Alcuni paesi si sono ribellati per la sottrazione considerevole di risorse idriche. Abita contemporaneamente in molti luoghi, in stabilimenti enormi. L’emissione di CO2, l’impatto ambientale, l’accumulo di ricchezza dei soliti noti, l’assorbimento di risorse, sono i problemi al contorno, senza risposte risolutive, per ora.

Un alto esponente del gotha tecnologico più avanzato, Dario Amodei, avverte: dobbiamo parlarci chiaro, tra cinque anni, più o meno, la metà del lavoro di mansione primo livello sarà scomparsa. A spasso il 20 % o più delle unità relative (per quanto il primo livello potrebbe accumulare tanto da vivere di rendita…). Ma strutturalmente, in seguito, il 20% stesso della popolazione totale potrebbe non avere lavoro. Licenziamenti a catena sono già in atto nelle Big Tech e nelle grandi imprese. L’impatto reale potrà toccare perfino le strutture delle democrazie per dirigismo e per il diminuito peso popolare. Obiettivo prmario: target, velocità, efficienza.

L’emigrazione verso l’AI della gestione finanziaria, del diritto, della consulenza, dell’organizzazione logistica e dei servizi, sta avvenendo a velocità impressionante. E con la stessa velocità AI sviluppa sé stessa verso modalità umane.
I Principi e i Re tacciono, tengono tutto sotto i loro grandi tappeti, dietro le preziose tende, dentro i mobili intarsiati d’oro. L’alto esponente, anche se ha appena magnificato il suo ultimo modello umano di AI, Claude 4, dice a tutti i Re e Principi: il treno non si può fermare, parliamone ora, prima che sia troppo tardi!

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Harvard tagliata

C’era una volta Harvard, università americana di riferimento internazionale, fondata nel 1639 dal pastore protestante John Harvard. Nel primo anno, con 30 studenti, rischiò la chiusura. Il rettore designato sperperò i fondi e rubò le rette degli allievi (continuò poi altrove la condotta truffaldina).
In questi quasi 400 anni andò in rotta a gonfie vele, con prestigiosi risultati culturali e innumerevoli premi Nobel.
Un giorno arriva uno con la clava e mena fendenti. Sopprime i fondi e srotola filo spinato intorno. Blocca iscrizioni per studenti e studentesse non USA, con rischio cacciata/deportazione, anche se in corso.
“Ispezioni in tasca”: vaglio dei loro profili social, del loro orientamento politico-religioso; se mangiano o no kebab, hot dog. Bevono CocaCola? Sgranocchiano popcorn?
Congelati, nelle ambasciate e nei consolati, i contatti per chiedere il visto, volendo studiare in USA.

Federico X, re di Danimarca, non vi potrebbe oggi approdare, così Eduardo Severin, cofondatore di Fb. L’attrice Natalie Portman, star internazionale, israeliana, attivista per i diritti umani, non sarebbe né entrata né uscita…

Harvard, our way
Harvard de’ noantri si direbbe a Roma o peggio Harvard cosa nostra a sud.   

Fame bombe morti


Gaza oggi. Una pediatra, Alaa al-Najjar, vede arrivare nell’ospedale dove lavora i corpi bruciati dei suoi nove figli, l’ultimo di sei mesi. Marito e un altro figlio feriti gravemente. La sua casa distrutta.

L’Umanità è morta a Gaza?  

Se critichi la politica di Trump sei antiamericano? Se critichi la politica di Putin sei antirusso? Se critichi Meloni sei antipatriota, antitaliano? Se critichi la politica di Netanyahu e l’attuale sua coalizione di governo, c’è una botola che si apre sotto i piedi, azionata comodamente a distanza: l’antisemitismo. Vale a dire farsi scudo. Fallacie retoriche/sofismi teo-etno-storici a paravento di una politica distruttiva e autodistruttiva. È stato eletto, va bene. È stato eletto in una democrazia che si trova in mezzo a feroci dittature. Ma democrazia malferma, piuttosto oggi etnocrazia, a un passo dall’essere teocrazia discriminante.
Le manifestazioni antigovernative di massa israeliane a Tel Aviv e Gerusalemme sono dunque antisemite? Siamo agli intoccabili. Le critiche sono dirette alla sua politica e alla sua alleanza attuale di governo. Non altro.

Tommaso Campanella in una delle sue poesie moral-filosofiche cita, nella sua visione, i tre grandi mali del mondo: tirannide, sofismi, ipocrisia.

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