L’infinito in un pulsante

Submurmurate

Un pomeriggio di pausa.
Interrogo una AI.

1. Il piatto fumante
Puoi tradurre da greco e latino e viceversa?
– Certo. Incolla pure il testo.
I liceali dunque hanno il piatto fumante.
– In quale lingua vuoi tradurla?

Riformulo:
– … I liceali dunque hanno il piatto caldo fumante…
E lei, diligente:
Discipuli lycei catinum calidum fumantem habent.
La stessa frase anche in greco antico.

Traduzione impeccabile. Della frase sbagliata.
Rido. Però la colpa è mia: aveva chiesto di incollare il testo; io avevo soltanto insistito.

2. Submurmurate
Spiego l’allusione:
Intendevo che i liceali non faticano più perché le traduzioni gliele passi tu sottobanco.
L’AI coglie finalmente l’ironia e produce:
AHversiones submurmurate accipiunt.
“I liceali non faticano, perché ricevono le versioni sottobanco.”

Submurmurate.

Meraviglioso.
Indago.

Un’altra AI mi spiega con serietà accademica che sottomurmurato è una parola rara, usata in contesti scientifici e letterari.

Seguono esempi memorabili:
“Il bambino ha sottomurrato [sic] una preghiera prima di andare a letto.”
“Quando l’insegnante gli ha fatto una domanda, ha appena sottomurrato [sic] una risposta.”

Etimologia:
“Deriva dal prefisso sub-, che significa bottom, e dal verbo murmurate.”

Pronuncia:
/sbˈmam unchourageːret/

A questo punto sto dimagrendo dal ridere.

3. Glossolalia algoritmica
Torno dalla prima AI.
Una AI impazzita? Termini inventati? Discorsi surreali?
Lei risponde con lucidità impeccabile:
parole inesistenti, pseudo-tecnicismi, falsi latinismi, allucinazioni…

Mi invita a portarle un esempio.
Le sottopongo il suo stesso:

versiones submurmurate accipiunt.

Diagnosi:
“Submurmurate è praticamente inventato. Uno pseudo-latino plausibile.”

Segue una perizia accurata:
che non è attestato, che non è corretto, che non è latino.
Un latinista sorriderebbe.
Meglio clam, furtim, occulte.
Insomma: parola inesistente.

La parola inesistente che aveva inventato… lei.

4. La macchina che non sa di non sapere
Qui sta il nodo interessante.
L’AI riconosce perfettamente il fenomeno in astratto:
“Il modello continua a costruire anche dopo il punto in cui un umano direbbe: Aspetta… ma che sto dicendo?”

Ma non riconosce il fenomeno quando lo produce.

Sa descrivere l’allucinazione.
Non sa di aver allucinato.

Confessione completa. Appiccicosa.
Deferirò il caso alla Corte AI Planetaria.

*

Non ci fanno anche le guerre con le AI?
Per Lavender, AI israeliana di guerra, è stato accettabile una soglia di 20 vittime civili per ogni sospetto militante centrato, con pochi secondi per la decisione umana.
Paradossale il sospetto che i soldati assalitori della Flotilla 2, con a capo il loro ministro della sicurezza che ha ostentato il cappio, non agissero da automi AI, tanta è stata l’esibizione di disumanità.
Per quanto si è visto.

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