
2 Giugno 2026, Festa della Repubblica
Le prove della scenografia della parata sono state un disastro. Un gruppetto di vigili urbani della capitale, per festeggiare l’evento in anticipo, tre notti fa, lancia dei fuochi d’artificio. Ormai battesimo, cresima, matrimonio, compleanno, onomastico, qualsiasi anniversario, viene festeggiato in omologazione con fuochi. Di solito il sabato.
Effetto immediato: una trentina di cavalli della parata, con bardatura, tamburi addosso, finimenti, pennacchi… si imbizzarriscono e fuggono all’impazzata nel traffico, investendo gli ostacoli.
Una soldatessa disarcionata ha rischiato di morire, un cavallo abbattuto, fratture, un polmone perforato da rottura di costole, tamponamenti a catena, traffico bloccato, cassonetti rovesciati…
Proteste da parte degli animalisti e anche politiche per la militarizzazione crescente.
Anche l’Ordinariato dei Cappellani militari, quest’anno, ha rivendicato di voler presenziare. Per inciso, i cappellani sono equiparati agli ufficiali e gerarchizzati in grado. Stipendi da 9.000 €, il più alto equivalente a generale di brigata, il più basso 2.500 €, a tenente. A carico pubblico naturalmente comprese le ostie.
Il presidente Sandro Pertini aveva abolito le parate, ma la “sana” retorica patriottarda di Carlo Azeglio Ciampi le aveva reintrodotte.
Basterebbe coltivare possibilmente meno nemici: meno armi, meno parate.
***
Scopri di più da arti&artigli
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.