Verso la presa diretta

Negli ultimi vent’anni la Corte Costituzionale è intervenuta più volte sulle leggi elettorali, perchè la ricerca della governabilità non può comprimere oltre misura il principio di rappresentanza.

Sentenza n. 1 del 2014: dichiarò illegittimo il premio di maggioranza del Porcellum che poteva attribuire una maggioranza parlamentare enorme senza una soglia minima di voti.

Sentenza n. 35 del 2017: intervenne anche sull’Italicum eliminando il ballottaggio nazionale.

Entrato da un orecchio, uscito all’altro.

Difficile che una legge elettorale sia perfetta.
Ma una delle illusioni più ricorrenti è credere che per garantire la governabilità basti un premio di maggioranza.
La storia italiana racconta qualcosa di diverso.
Le leggi che hanno inciso positivamente nella società si ebbero quando i partiti erano costretti a parlarsi in “Parlamento” discutendo, apportando modifiche e cercando soluzioni. Quando nessuno di loro aveva il potere artificioso di imporre o blindare.
La strada preferita da determinate politiche ha portato, invece, allo svuotamento del Parlamento, alla disaffezione al voto, e alla collezione di figure politiche signorsì piuttosto che alla rappresentanza voluta dalla Costituzione.

1993 – Mattarellum
Dopo Tangentopoli il referendum voleva rompere il sistema dei partiti tradizionali.
L’obiettivo era:
favorire l’alternanza;
responsabilizzare gli elettori;
ridurre il potere delle segreterie.
Per molti anni effettivamente si ebbe il bipolarismo.
Rimangono danni.

2005 – Porcellum
Fu lo stesso autore della legge, Roberto Calderoli, a definirla una “porcata”, da cui il soprannome “Porcellum”.
Introdusse:
liste bloccate;
forte premio di maggioranza;
minore possibilità per gli elettori di scegliere i candidati.
Rimangono danni.

2015 – Italicum
Pensato per una Camera eletta con un solo vincitore.
Il suo cuore era:
premio di maggioranza;
eventuale ballottaggio.
Non entrò mai pienamente in funzione perché nel frattempo il referendum costituzionale del 2016 bocciò la riforma del Senato.

2017 – Rosatellum
Sistema misto.
Una parte dei parlamentari viene eletta in collegi uninominali, l’altra con metodo proporzionale.
Molti osservatori lo considerano una legge che incentiva le coalizioni ma lascia agli elettori margini limitati nella scelta dei candidati.
Cambiavano gli strumenti, ma non l’obiettivo.
Rimangono danni.

Tutte queste riforme avevano una promessa comune: rendere più stabili i governi.
Il “Melonellum” si inserisce nella stessa tradizione, spingendola però ancora oltre.

2026 Melonellum
È il nome ironico della legge elettorale in cantiere, che vuole andare molto oltre l’attribuzione del premio di maggioranza.
Mira alla concentrazione di poteri. Per arrivare a un premierato con la tecnica del lento bollore.
Una maggioranza parlamentare ottenuta grazie a un forte premio potrebbe raggiungere più facilmente soglie che incidono anche sulla composizione degli organi di garanzia.
Per questo il dibattito riguarda non solo la governabilità, ma anche l’equilibrio tra rappresentanza e accentramento del potere.
Ma è proprio quello che stanno preparando gli chef di corte, in procedure perfino a sé stessi blindatissime.
Il cliente-elettore mangia la pietanza che vuole il direttore di sala.

Se i camerieri porteranno in tavola, avremo:

Antipasto: prosciutto e Meloni.
Piatto principale: premio di maggioranza in salsa littoria.
Dessert: Quirinale in coppa regale.

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