Megaflop

Satira dell'esito referendario 2026. Monumento ai due principali ideatori: Guardasigilli e Capa Gabinetto che no hanno ricevuto il consenso popolare.

Ai Giganti del Flop.
Al Guardasigilli e alla sua fedelissima Capa di Gabinetto (ruolo inteso come vertice burocratico…)

Sono stati gli architetti del progetto di riforma “scardina-giustizia”, nato per trasformare le toghe in una coccarda ornamentale dell’esecutivo e finito, invece, nel cassonetto della storia.

Il Referendum del 2026 sulla separazione delle carriere è stato un esorcismo dei cittadini che hanno risposto al tentativo di “effrazione costituzionale” con un deciso “No”. I volenterosi operatori della manovra sono stati rinviati alle caselle di partenza della democrazia da 15 milioni di voti (contro 13).

I tre poteri dello Stato, legislativo, esecutivo, giudiziario restano dunque indipendenti, con buona pace di chi sognava un subdolo ritocco della Magistratura (di memoria Loggia P2).
Certo, i problemi funzionali della giustizia rimangono, ma la soluzione sta nel rituale dibattito parlamentare, non in un furbesco “colpo di mano” manovrato sotto banco, con modifiche della Costituzione.

Le Madri e i Padri Costituenti ringraziano.
I “giganti” del Ministero, mugugnano e studiano altre furbizie. Magari proprio in quel Gabinetto che tanto hanno onorato.

La rimonta è già in pentola-agguato: … facilmente si andrebbe verso l’approvazione della legge elettorale con premio di maggioranza abnorme (madre scandalosa la Legge Truffa del 1953, poi abrogata); … potrebbe istituirsi de facto il tanto agognato “premierato” come formula di governo, e quindi l’elezione in autonomia di un Capo dello Stato “gradito“…
Uno scardinamento dell’impianto istituzionale per via traversa.

Intanto si preannunciano insospettate inversioni di rotta.
Enormi manifestazioni stanno percorrendo l’America e l’Europa, non si vogliono né guerre né sovranismi.
Centinaia le piazze.
No Kings.

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