Moralcode

Illustrazione satirica di un noto politico con cappello rosso e capelli biondi, che cammina su una pozzanghera con la scritta 'MORALITÀ' e borbotta, per questo, di non avere bisogno del Diritto internazzionale.

L’ha detto, solo che…

The Donald entra nel grande novero dei Nomoteti: Solone, Licurgo, Zaleuco…

Caronda, autore della Legislazione di Catania, aveva introdotto la querela contro i falsi testimoni: diventò uno dei fondamenti del diritto.
Hammurabi due mila anni prima introdusse la Legge del Taglione, anche questa diventò un fondamento, ma di oppressione.

The Donald non ama molto i testimoni e ama moltissimo la legge del taglione. Ma soprattutto ama la “moralità”, su cui normalmente cammina…

Alcuni giorni fa, in un’intervista al New York Times, sul rispetto del Diritto internazionale rispondeva che non ci sarebbero limiti ai suoi poteri, se non la sua moralità in sostituzione del Diritto internazionale. Di cui non ha bisogno.

Oltre al Codice di Hammurabi, dopo quasi quattromila anni, ecco l’integrazione: il Codice The Donald.
Non più inciso sulla pietra ma parlato, e quindi sempre mutevole.

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Patto 2026

Caricatura di tre leader mondiali, Xi Jinping, Donald Trump e Vladimir Putin, che si spartiscono il globo terrestre, ognuno seduto a un tavolo con sotto la bandiera del proprio paese. Sono indicate le percentuali della suddivisione al 33% per ciascuno.

33% di Mondo e un bel bicchiere di neropetrol dalle sue viscere.
Democrazia della spartizione. Resta l’1% che ogni anno andrà a chi promette e non mantiene.

La fame, la sete, il dolore, la morte hanno giacca e cravatta. Tornano i mangiatori di mondo e con loro i tempi in cui la libertà e la vita erano senza garanzia.

Il Diritto come per incanto diventa storto, buco nero. Rivoluzioni, letteratura, arte, pensiero logico e matematico, filosofia, fecondi intrecci di popoli e culture: in decomposizione-estinzione programmata.
Storia sprecata. Migliaia di anni sprecati.

Tagliano il nostro corpo. Ma anche il loro. Loro non sentono dolore.
Noi sì. È corpo vivo. Nascondono il menù e le successive portate sono al sangue. Rifilano a bassa voce:
«Lascia fare a me quello che lascio fare a te».
Nuova legge del diritto frattale nell’orbe terracqueo uno e trino.

Applausi dei servitori di contorno.

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Golpe USA

Il blitz ordinato da Trumpone, alias Troglo, nel territorio sovrano del Venezuela suscita reazioni cangianti come i colori sulle bolle di sapone.
Distanze con delicatezze, rammarico senza tracciarsi le vesti, indicazioni su come ben proseguire… Qualche condanna controversa. Altre dure, di paesi a rischio.

Emmanuel (FR), non Kant, Macronio: transizione deve essere pacifica e democratica. (Niente di più).

Starmerino (GB): spetta agli USA giustificare la propria azione, tenendo presente la complessità del quadro giuridico e l’importanza di attenersi al diritto internazionale.

Merziolo (DE): l’intervento è complesso, bisogna garantire stabilità politica.

Entusiasmo o approvazione da parte dei politicamente consanguinei e dai portatori (e portatrici di livrea).

Orbanio (HU): positivo per i mercati energetici globali.

Mileio (AR), entusiasta (come non potrebbe, se è di nuovo al potere intubato da Trumpio): ottima notizia per il mondo libero.

Georgica (IT), batte colpo al cerchio, colpo alla botte: intervento legittimo, ma solo nella cornice di un intervento difensivo contro minacce ibride.
Difficile individuare dove sta il cerchio e dove la botte.

Benjaminio (IL), dulcis in fundo: congratulazioni agli USA per l’operazione e il coraggio storico delle forze statunitensi.

Lulio da Silva (BR): violazione della sovranità, è un precedente pericoloso per il diritto internazionale.

Petrio (CO), Colombia sotto tiro, dunque: attacco contro la sovranità del Venezuela e dell’America Latina. Ha chiesto un incontro urgente di ONU/OAS (Organizzazione degli Stati Americani).

Boricio (CL): preoccupazione e condanna, chiede soluzioni pacifiche e rispetto del diritto internazionale.

Sheinbaumia (MX ), Messico a rischio: forte condanna dell’azione militare unilaterale degli USA, pericolosa per la stabilità regionale.

Cuba (CU), corre gran rischio, probabile prossima resa dei conti: definisce il blitz terrorismo di Stato, attacco criminale alla sovranità venezuelana e all’intera regione latinoamericana. Conferma l’uccisione di suoi 32 ufficiali nel servizio di scorta (lutto nazionale). Chiede una forte reazione internazionale.

Russia: ha definito l’intervento un atto di aggressione armata, denunciando la violazione della sovranità statale e chiedendo dialogo per evitare escalation. (Da quale pulpito).

Cina: condanna l’uso della forza come comportamento egemonico e violazione della sovranità venezuelana, chiede il rispetto del diritto internazionale. (Ha in gola Taiwan, nei giorni scorsi simulazione e war game intorno all’isola e isole minori).

ONU-Guterresio: esprime preoccupazione profonda per possibili (?) violazioni del diritto internazionale. Sottolinea che l’azione stabilisce un precedente pericoloso.

Intanto Madurio è già in tuta, ceppi e manette in aula di tribunale USA. Interrogato, si proclama innocente oltre che rapito. Sono stato catturato nella mia casa a Caracas.
La sua scorta era costituita da cubani. Tutti uccisi. Almeno una ottantina di persone colpite per i bombardamenti sul palazzo del governo, sul Parlamento del Venezuela, su basi militari e caserme, aeroporti.

E intanto Trumpiolo sbava nero… Petrolio.

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Pitoni

Illustrazione satirica raffigurante un immaginario pitone, col volto di una persona dai capelli arancione e con una cravatta rossa. L’enorme creatura sta ingoiando la Statua della Libertà, ne emerge ancora il volto e il braccio con la torcia. Sullo sfondo un riconoscibile skyline urbano.

Tra political nerds.

Gi: «Quanto ci metterà a digerirla?»
Nill: «Be’ due mandati… E questo è il secondo… »
Gi: «Deve fare in fretta, altrimenti non ce la farà!»
Nill: «Potrebbe autoassegnarsi il terzo»
Gi: «Ma dopo digerita, potrebbe autoassegnarsi un mandato a vita, no?»
Nill: «… Non ci avevo pensato. Ma non ti far sentire, l’idea la possono prendere per buona. Ci spiano».

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2026

An illustrated pressure cooker with the Italian flag colors, emitting smoke, set against a pastel color background. Text below reads 'PENTOLA ITALIA BUON ANNO'.

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Freccette e neofeudalesimo

Illustrazione satirica che rappresenta delle freccette sparate verso una bandiera dell'Unione Europea, con figure umane stilizzate e il titolo 'CROSS DARTS'.

Si sono aperti a Londra i campionati mondiali di freccette. Nato come gioco da pub, ha avuto sempre più successo, fino a diventare patrimonio immateriale politico-diplomatico. Costa poco e i premi sono molto alti.
Ne sono innamorati molti reali e titolati, vassalli, valvassori e valvassini.

La lotta di classe è superata. Avanza il trionfo di classe o un neo-feudalesimo, solo qualche anno fa impensabile. Uno dei tecno-letterati, Roberto Vacca, oggi quasi centenario, ne aveva scritto – Cassandro, parecchi anni fa – : Il medioevo prossimo venturo (ma perché quando aprono bocca gli scienziati, chi di dovere si mette i tappi-portatili nelle orecchie/portable earplug?).

Ricostituiti gli enormi latifondi, oggi economici e tecnologici. Riappare il don Rodrigo – che se respiri un po’ più forte quando passa: hai detto a me? e ti chiude nelle secrete o non ti fa entrare nella sua marca.
E poi ci pensano i missi dominici e l’Inquisizione, ormai non più ecclesiastica.
Nuove grandi cerchie gerarchiche chiuse, non conventuali; ma ugualmente presenti superiori, priori, badesse, in altra veste societaria.
Il popolo, sempre più anonimo e sfiduciato, si astiene. Non ha voce. Impoverito e medievalizzato. Solo tributi. Aumentano disuguaglianze e povertà. Esagerate ricchezze in poche mani. Bullismi e violenze. Ignoranze, sfrontatezze gratuite e mali dell’anima.
Il territorio non curato, e una tosse climatica che porta disastri ogni settimana.

Fa rabbrividire, ma avanza nel mare della società uno tsunami tecno-valley ultra suprematista, che ha grande capitale ed è seduttivo (è già qui, oggi).

Il grande malato – molto grave – è il Diritto, soprattutto internazionale. Molti ormai lo disconoscono per ignoranza, ingratitudine storica e intellettuale, potere.

C’era una volta lo stato di diritto. Anzi c’è ancora nella “riserva indiana” dell’Europa, dove è nato. Ma per questo molto temibile perché “lega le mani”.

Ecco dunque un campionato parallelo di freccette: strike sulle dodici stelle.   

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Funambolite

Satira di un personaggio in equilibrio su una fune, indossando un abito bianco, con una corda legata a un peso. Sullo sfondo, nuvole bianche e le parole 'MUSKIO', 'ORBANIO', e 'TRUMPIO' scritte in arancione.

Oroscopo 2026

È il momento per i tripli salti mortali e le inversioni di marcia.
Consigliabili gli attraversamenti sul vuoto, con bilanciere o senza. Male che vada è colpa del vuoto.

Con Marte su Venere, bene la recitazione aderente al copione. Sempre che il copione non venga fatto coincidere con la realtà.
A ogni plenilunio verificare che la narrazione dei fatti sia avvenuta nella friggitrice ad aria, che la realtà abbia obbedito alla narrazione e che le uova ISTAT rimangano nascoste nel paniere.

Continuare a perfezionare la recitazione e ripetere spesso, allo specchio, gli esercizi: «Fun-zio-ne-ran-no». Alzare il tono di un diesis. Meglio un’ottava.
Saltellare a ogni sillabazione con coreografie e scenografie ben studiate.

Attenzione alle amicizie: solo quelle convenienti, in doppia copia.
Insistere sulle linee e sui desideri nascosti: 50 stelle, almeno, sono per ora favorevoli.

Entro due anni, qualcosa succederà.

Amore
No comment.

Lavoro
Un sacco.

Denaro
Due sacchi.

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ZOHRAM

Cartoon depiction of a masked character named Zohram wearing a large hat and formal suit, holding a sword, with tall buildings in the background.

IL NUOVO “Z” CHE SEGNA I TEMPI

“Z come Zelo per la Verità.”
“Z come Zero tasse per chi già paga onestamente.”
“Z come Zitto, Donald, e alza il volume quando parlo!”

Le sue gesta fanno il giro del mondo, ma nessuno sa chi sia.
Finché ci saranno prepotenti che confondono la menzogna con il marketing, Zohram continuerà a incidere la sua Z sulla bacheca del potere.

Dall’alto dei grattacieli di Manhattan – o forse da un loft di Brooklyn –, il nuovo vendicatore globale colpisce.
Ma c’è chi giura che viva in un coworking di Brooklyn, chi lo immagina in un monastero tibetano alimentato a Wi-Fi.

Maschera nera, completo classico impeccabile alimentato a pannelli solari, e una spada fatta di tweet affilati. Ha anche una frusta moral-digitale, lo schiocco si è sentito a chilometri di distanza.

Ogni notte, mentre i notiziari si spengono e i talk show ripetono il solito mantra (“Make America Something Again, Whatever”), Zohram appare.
Silenzioso. Digitale. Invisibile.
Con un gesto preciso, zac!, lascia la sua firma: una Z fiammeggiante incisa non sul petto dei prepotenti, ma sui loro feed.

Il suo bersaglio preferito?

Il magnate pel di granturco, ora impegnato a vendere bibbie autografate, tappeti rossi, orologi, chitarre, tutto marchiato: The Donald. Un uomo capace di trasformare un processo in un reality, una bugia in un brand, un assalto in un party, dispensatore generoso di insulti ad dis-honorem.

Zohram non lo combatte con spada e frusta – che sono solo iconiche. Risponde con citazioni di Cervantes, fotomontaggi e video AI in cui Melania gioca a checkers con Olympe de Gouges, autrice della Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, e passeggia con Martin Luther King.

Ogni volta che The Donald lancia un post roboante-repellente, Zohram interviene, spadaccinando l’algoritmo.

Gli è stato chiesto chi lo finanzi. Ha risposto, in un’apparizione, col suo largo sorriso sotto la maschera:

“Io? Nessuno. Rubo solo like ai ricchi… e li redistribuisco ai poveri.”

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Le comiche iniziali e quelle finali

Vignetta satirica sul segreto di stato interpretato dalle maschere storiche del teatro italiano.


Sommario

Nijeem Osama Almasri è un generale libico, capo della polizia giudiziaria. È accusato di torture, omicidi e crimini contro l’umanità.
Almasri a gennaio ’25 fa un viaggetto in Europa: Londra, Bruxelles, poi Germania dove viene controllato dalla polizei di Monaco.
Dodici giorni dopo aver iniziato il viaggio, è colto da un mandato di cattura spiccato dalla Corte Penale Internazionale, sulla base delle denunce e della documentazione in suo possesso.
Il 18 gennaio arriva a Torino, il 19 viene arrestato, il 21 viene “espulso”, portato in Libia con volo di stato, dove viene accolto con tutti gli onori e issato in spalla dai suoi sostenitori.

Come il governo italiano gestisce l’operazione – cattura/atti/motivazioni ufficiali/rilascio – va immaginat0 su schermo nero, cornicette bianche e musiche accelerate, stile anni Venti, fotogrammi 16 al secondo e non 25.  

Il caso Almasri all’italiana.

Dapprima la linea ufficiale: «Non c’entriamo, ha fatto tutto la magistratura».
Sarebbe come dire: «Non sono stato io, è stato il mio compagno di banco», ma con toni da conferenza stampa.

Poi, seconda versione:
«Abbiamo agito nell’interesse dello Stato».
Allora c’entrano, ma solo un po’. È la difesa del bambino col dito nella marmellata che dice: «Non la stavo mangiando, la stavo salvando dalle formiche».

Infine, la terza acrobatica narrazione:
«Sapevamo del mandato di cattura da gennaio».
Perfetto. Dopo mesi di “non ne sapevamo nulla”, si scopre che invece sì, ne sapevano. Ma forse non volevano preoccuparsi troppo: dopotutto, chi non ha un mandato di cattura pendente attaccato al frigorifero con una calamita?

Nel frattempo, l’Europa osserva, la CPI bacchetta (procedura d’infrazione), e il governo continua a raddrizzare la linea politica con la stessa grazia con cui si tenta di raddrizzare una banana o di far stare in piedi una marionetta snodata.
C’è chi parla di “malinteso istituzionale”, chi di “strategia di Stato”.

Sullo sfondo: conferenze stampa con frasi come «Abbiamo agito nel rispetto delle leggi» e il disorientamento di chi si è appena perso sul manuale della lavatrice: “era scritto in inglese…”

Bastava imporre: Segreto di Stato [sporco].

Nelle comiche non è richiesto essere coerenti.
La auto-satira ha un vantaggio, non deve fingere di essere coerente.

Il caso Almasri alla libica.

La procura di Tripoli (in mano oggi a una fazione avversa) ne ha ordinato l’arresto, con una lezione di diritto…
La famosa pasquinata Quod non fecerunt barbares, fecerunt Barberini appesa alla statua di Pasquino (contro il papa Urbano VIII e la sua famiglia, i Barberini, che nel sec. XVII° depredarono Roma di pietre e bronzi) in questi giorni va capovolta, riadattata e riappesa: Quod fecerunt Libici non fecerunt Pinocchius, Pullicinella, Colombina.

Omessi altri particolari divertenti.

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Il preavviso

Caricatura che mostra un avvocato al telefono mentre informa della perquisizione imminente, con agenti che bussano e poi si allontanano delusi da un'abitazione vuota.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio la definisce una fake news. Ma c’è chi afferma di aver letto la bozza all’interno del quadro per la riforma della giustizia, redatta dalle commissioni di studio per conto del ministro. Detta “preavviso di perquisizione”, sarebbe la procedura con cui prima dell’azione reale della perquisizione occorre avvisare “con ogni mezzo utile” l’avvocato dell’indagato: due ore prima.

In due ore con un jet privato si possono percorrere dai 1500 ai 2000 km. Dunque file, documenti, corpi di reato possono prendere il volo abbastanza per tempo. Ma più semplicemente, a piedi, un portatore può raggiungere una qualsiasi cantina a una decina di km di distanza, zaino in spalla.
Perfino qualche… mobile può sparire.

Ma già esiste, voluto dallo stesso Ministro il “preavviso di arresto” (agosto ’24), definito il paradiso dei ladri e degli spacciatori. È La convocazione per un “interrogatorio di garanzia”, dopo aver avvisato tutte le parti, prima della misura cautelare (almeno cinque giorni).
L’effetto più ovvio è quello che spariscono corpi di reato e refurtive.
E sparisce il più delle volte anche il catturando.

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