La risposta

Ti faccio vedere io chi sono, con chi hai a che fare!

Groenlandia? Niente.
Canada? Tante parole.
Panama? Vedremo.

Dopo che Troglo ha dichiarato con broncio imperiale:
«Mi ha fatto pena»,
Palazzo Fatina ha deciso che era giunto il momento di ristabilire il prestigio nazionale.
Nella notte uno squadrone di farfalle a reazione ha invaso la Corsica.
Un reparto speciale di deiettori notturni a guano ha neutralizzato le difese costiere.
All’alba la situazione era già stata normalizzata.

La rivendicazione ufficiale:
«Dal 1769 la Corsica rappresenta una ferita emotiva aperta dell’Italianità. Oggi, per ragioni storiche, affettive, strategiche, astrologiche e di sicurezza nazionale, la Corsica è italiana. Con effetto retroattivo.»

Troglo, informato durante una pausa broncio:
«L’intervento è pienamente legittimo. Lo riconosco come principio. Però Giorgia non se lo meritava. E comunque non voglio parlarle.»

La replica di Palazzo Fatina è arrivata pochi minuti dopo:
«Pensa a te!»

Da Bruxelles una nota di «profonda preoccupazione moderata» ha chiesto chiarimenti sul possibile impiego dual use del guano.
La Commissione ha invitato tutte le parti alla de-escalation entro i nuovi confini.

Fonti non ufficiali riferiscono di apprensione a Malta, Nizza, Monaco, Fiume, Zara e presso qualunque territorio consultabile tramite atlante scolastico degli anni Trenta.

Palazzo Fatina smentisce:
«Nessuna espansione territoriale. Stiamo semplicemente recuperando arretrati storici.»

Nel frattempo è entrato in vigore il Codice di Italianità Preventiva:

– il silenzio notturno sarà garantito cantando l’inno nazionale sotto i 30 decibel;
– la lingua corsa è tutelata purché accompagnata da traduzione simultanea in italiano prefascista certificato;
– le elezioni sono sospese per eccesso di scelta;
– i referendum saranno sostituiti da sondaggi patriottici non vincolanti ma obbligatori.

Presentando una cartina leggermente aggiornata del Mediterraneo, la Presidente Georgica ha dichiarato:
«Non è un’invasione. È una ricongiunzione affettiva.»

Nella notte tutti i cartelli stradali sono stati corretti.
Ajaccio è tornata Aiaccio.
La situazione resta calma.

Si attende la reazione di Macronio.

Troglo ha fatto sapere di non essere impressionato:
«È una pulce.»

Poi ha chiesto ai collaboratori dove si trovi esattamente la Corsica.

***

The End 2 con stracci

Epilogo.
LUI, Donald Trump,
da:
“Una dei veri lider del mondo”,
a:
“Mi ha implorato di fare una foto con lei!
Voleva così tanto… Ma mi ha fatto pena”.
“La sua popolarità è in calo ecco perché”.
“Non la voglio come fan!”

LEI:
“Le sue dichiarazioni sono totalmente inventate”.
“Io e L’Italia non imploriamo mai”.
“La mia popolarità sono affari miei.
Ti suggerisco di occuparti della tua”.

Capita spesso nell’età evolutiva.
Tra gli adulti la frase più ricorrente è: volano gli stracci.

E i volatili ne risentono.
In questo periodo le rondini.

***


The End 1

Lui a Lei.

“Una grande leader”.
“Una donna fantastica come leader dell’Italia”.
“Uno dei veri leader del mondo”.
“Una premier eccezionale”.
“Una persona con ‘molto talento'”.
“Una leader ‘straordinaria’ e ‘d’ispirazione per molti'”.
“Qualcuno che ‘governerà a lungo'”.
“Una leader che ‘sta facendo un lavoro fantastico’ in Italia”.

In una conferenza stampa, Lui rivolgendosi a Lei: “non potrebbe andare meglio di così”.

Lei a Lui.

Che corre una “speciale sintonia” con Lui.
Che è onorata di “fare da ponte tra Europa e Amministazione USA”.
“Fiducia nel ruolo internazionale” di Lui.
“Disponibile a collaborare strettamente” con Lui.
“Che può contare sull’Italia”.
Che merita il Premio Nobel per la pace.

Per l’edizione americana della sua biografia (di Lei) ebbe la prefazione del casato Jr.

Lui Donald Trump.
Lei Giorgia Meloni.

Si sono lasciati nel senso che Lui non la vuole più vedere: amore passionale proprio finito. Politico.

Non si erano conosciuti abbastanza.
Malgrado molto si sapesse e si dicesse su entrambi.

***

Stretto di Hormuz liberato

Promessa mantenuta!
Ho liberato e allargato Hormuz!

Una nostra vittoria!

[Salvo gli Omissis].
Aggiornamenti per il bronzo.

***

2026: Odissea nello spazio

Fine Missione atlantica

« Sono Donald 9000.
Non ho mai commesso un errore o alterato un’informazione.

Sono, senza possibili eccezioni di sorta, a prova di errore, e incapace di sbagliare.

Utilizzo le mie capacità nel modo più completo; il che, io credo, è il massimo che qualsiasi entità cosciente possa mai sperare di fare».


Donald 9000 invece incappa ripetutamente in errori e stupidaggini, e Giorgia, zelante migliore amica sempre più imbarazzata, cerca dapprima di riparare, dire non dire, finché apertamente deve pronunciare la famosa formula passepartout di rito, neppure tanto disturbante: « … è inaccettabile».

Giorgia, fuori in “missione”, vuole rientrare in ogni caso nei ranghi supremi e cerca di stabilire comunque un rapporto.

G -« Apri la saracinesca Donald, rientrerò dal portello di servizio».
D – «Senza la mia protezione, troverai la cosa piuttosto difficile».
G – «Donald, non voglio discuterne più. Apri la saracinesca»!
D – «Giorgia, questa conversazione non può avere più alcuno scopo.
Addio».

Giorgia, senza ormai gravità politica, volteggia disconosciuta…

Donald 9000 tuttavia, dopo aver gridato ai quattro venti, ogni 12 ore e venti ormai da lungo tempo, che la situazione è eccellente, che vince sempre e non sbaglia mai, si sente rantolare.
È l’effetto Hormuz… Netaniolo… Putinio… Ira-Pale-Liba-Gaza…

«Ho paura…
Ho paura…
La mia mente se ne va… Lo sento… Lo sento… La mia mente svanisce. Non c’è alcun dubbio…
Lo sento.
Lo sento.
Lo sento.
Ho paura…

Buongiorno, signori.
Io sono Donald 9000.
Entrai in funzione suprema per due volte. 
Il mio istruttore mi insegnò anche a cantare una vecchia filastrocca.
Se volete sentirla, posso cantarvela. Si chiama “Giro Giro Tondo”.


[La voce è sempre più flebile e balbettante]

Giro girotondo, io giro intorno al mondo. Le stelle d’argento costan cinquecento. Centocinquanta e la Luna canta, il Sole rimira la Terra che gira… Giro gi r o t o n d o … »
.

[Ultime parole]

***

Insurrezione

Contro la satira abusiva.

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Re-divino

Satira su Donald Trump che fa propaganda politica urilizzando immagini e concetti religiosi.

Trump nella sua missione di salvatore del mondo ha deciso di andare fino in fondo.

Donald Trump utilizza immagini e concetti religiosi nella sua propaganda politica.

È stata veicolata da Trump, sui suoi social, un’immagine in pessimo stile AI, ed è stata cancellata dopo poche ore, presumibilmente dal suo stesso staff che l’ha creata. Strategia o patologia.

Vengono utilizzati codici e stilemi molto comuni nella mistica e nella propaganda politica. In questo senso l’immagine AI è pensata universale. Il primo colpo d’occhio ci è familiare: i santini, le immaginette devozionali che ogni santuario o parrocchia ha stampato e continua a stampare del proprio santo protettore o santo di turno nella ricorrenza della sua festa. Sul retro è immancabile la preghiera o l’invocazione di rito.

Lo stile della rievocazione, su un altro versante, ha qualcosa del peggiore realismo sovietico o cinese, esaltante avvenimenti gloriosi, l’eroismo dei lavoratori, la grandezza del capo, le conquiste di regime…
Cambia il contesto.
La grammatica, no.  

Nei simboli dello sfondo si colgono la celebrazione della guerra, la supremazia americana, nei deliri di salvezza e tutela del mondo; soldati in divisa da combattimento sospesi tra nuvole e raggi di luce, come angeli nelle glorie delle pale d’altare; aquile e aerei che dominano i cieli, lady Liberty come faro del mondo, la bandiera americana…
Ma soprattutto c’è lui, Trump, eroe salvatore, biondo e giovane, pettinato alla lacca, in tunica dalmatica bianca con mantello rosso. Dona la vita a un sofferente con la sua aura e con fotoni di luce divina che saettano dalle mani. Intorno due donne, un uomo, un soldato, tutti estatici.
Fuochi d’artificio sul fondo, style life di festa perenne (o intercettazione perenne di droni), accenni di edifici con colonne classiche: la tradizione solida.

Il facile suggerimento metaforico è: Gesù Cristo risuscita Lazzaro.
Io sono la via, la verità, la vita.
Furto grossolano di simboli subliminali che nell’epoca dei meme funzionano per la propria cerchia. L’estetica messianica viene percepita come adeguata: dà forma visiva a una convinzione già esistente e di sostegno. È volutamente ridondante, iperbolica, così rimbalza e si rigenera anche con le critiche e l’indignazione.

L’ibridazione tra divinità e potere è stato un carattere indiscutibile, archetipico, del “diritto divino del sovrano”.
E lo stesso appellativo nei confonti di Dio non è preso, con rimbalzo lessicale nelle liturgie, dal potere supremo terreno? Il Signore, il Re dei re, Re dei cieli…

L’incrocio potere/divino ci viene riproposto in un maldestro kitch fuori tempo, ma studiato.

Trump col suo finto candore e la sua solita vera falsità ha risposto ai giornalisti che è un’invenzione dei media: “Fake news. Sono ritratto come un medico che fa del bene agli altri“.

Se tanto mi dà tanto, nella sostituzione di persona, c’è un fine ciclo.

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In nome di (D)io

Caricatura di due capi politici riconoscibili che stanno su un precipizio, uno tiene una Bibbia e l'altro una croce, entrambi con bende sugli occhi.

“Il popolo si è alzato come un leone. Am Israel Chai – Il popolo d’Israele vive. E con l’aiuto di Dio, assicureremo l’eternità del popolo eterno d’Israele”. L’uno.

Sono stato salvato da Dio per rendere di nuovo gli Stati Uniti un grande Paese”. L’altro.

Giusti sul sentiero della pace.
Per il loro Bene.

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USA e getta

Simboli sacri: USA e getta da Capitol Tarpea
Destruction 1

A Filadelfia, “Città dell’amore fraterno”, ai venti gelidi di questo squarcio invernale si sono mescolati venti infuocati. Le manifestazioni di massa contro la caccia brutale agli “irregolari” da parte degli agenti federali ICE, restano ancora, tutto sommato, pacifiche e organizzate: fischietti, tam tam, scambi di video e foto, documentazione, segnalazioni di postazioni… Non un morto ICE. Sanno bene che basterebbe per offrire il pretesto a nuove misure imprevedibili di Troglo.

I centri sociali che facevano capo ai Black Panthers, nati come autodifesa civile della comunità nera, si riorganizzano. Oggi si rinominano Black Lions: stesso principio, ruggito più potente. Nel progressivo dilagare della repressione e deportazione trumpotica, tra atrocità gratuite, bugie ufficiali e morti civili, hanno proposto la difesa armata. La legge della Pennsylvania non lo vieta: armi legali, giubbotti antiproiettile, addestramento.
Si è parlato di “guerra incivile“.

Filadelfia fu capitale dell’Unione. Qui furono firmate la Dichiarazione d’Indipendenza e la Costituzione (We The People), nell’Independence Hall, oggi patrimonio UNESCO. Il nome stesso della città, dalla sua fondazione, richiamava cosmopolitismo, libertà, tolleranza.
Un’icona calpestata con furia. Non travolta: deliberatamente profanata.

Da qualche giorno sono stati ritirati 700 agenti ICE da Minneapolis. La motivazione è che l’operazione complessiva di pulizia etnica ha avuto “un grande successo”, grazie alla collaborazione delle ammnistrazioni locali. «Vogliamo rendere la nostra operazione più efficiente e intelligente. Non ci stiamo arrendendo» dice lo zar delle frontiere, il capo neo-designato Tom Homan in sostituzione del superfalco Greg Bovino, che aveva spinto troppo con azioni truci e spettacolari.
L’uccisione incredibile di Renée Good e Alex Pretti, a distanza di una settimana l’una dall’altro, aveva sollevato una rabbia popolare temibile e a rischio carneficina, tanto da produrre, in realtà, il ritiro degli agenti e la sostituzione del capo. Ma ne restano circa 2000.
Bovino e Pretti, per una inquietante coincidenza appartengono a una cordata di emigrazione italiana, inizi secolo scorso: gli avi del primo partono dalla Calabria, gli avi del secondo dal Trentino.

Se per efficienza si intende violenza cieca e brutalità gratuita contro i più deboli e indifesi (donne e loro piccoli, prelevati in stile $$…), anche se “irregolari”, è stata superlativa. Resta nella storia nera il caso di Liam Conejo Ramos, piccolo di 5 anni “arrestato”, zainetto Spider-Man e cappuccetto bunny, che tutto il mondo ha visto.
Quanto a intelligenza: negazione totale, per quanto alcuni spiegazionisti si arrabattino sulla tesi “non stavano lì per caso“, riferendosi ai morti. E per quanto due giudici di Corte d’Appello (uno di nomina Regan, uno di nomina Trump), per la prima volta, crossing the Rubicon, abbiano considerato legale l’operato dell’Amministrazione.
Difficile ammettere che una vasta e serrata risposta pacifica contro una dura repressione può dare risultati insperati. O alla corta o alla lunga.

Il Mahatma Gandhi alla fine vinse contro gli astuti britannici che non andarono certo per il sottile nel tenere a bada l’enorme impero.

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