Punto a croce in Vaticano

«Un onore, non vedo l’ora di incontrarlo». Ad elezione appena avvenuta.

Un anno dopo.
«È pessimo in politica estera … non voglio un Papa che accetti un Iran con l’arma nucleare … Preferisco suo fratello Louis, è totalmente Maga».

Parola di Troglo, alias Trumpio.
Prima si era travestito da papa, poi da Gesù Cristo, infine era stato unto dai suoi adepti con l’imposizione delle mani in un rito propiziatorio ufficiale per le guerre permanenti.
La Sala dell’Uovo, un Vatican sostitutivo.

Robert Prevost, di professione papa, ha fatto della pace un perno della sua comunicazione, mandando a dire – neppure troppo indirettamente – agli attuali soci guerrafondai che stanno collaborando a “devastare il mondo”.
Del resto non potrebbe fare altrimenti. Ci mancherebbe che benedicesse le “operazioni speciali” alla Kirill, l’ortopatriarca di Mosca.

Ma ecco Marco Rubio, segretario di Stato USA, cattolico per coincidenza più che per vocazione, arrivare in Vaticano con filo e ago per rattoppare gli strappi diplomatici provocati da Troglo.
Missione impossibile: convincere Prevost a togliersi la tonaca e allinearsi al verbo oltreatlantico.

Ma Prevost sembra orientato su un’altra linea. Più Leone Magno che influencer geopoliticante. Proverà a fermare il “barbaro alle porte”. Come fece un altro Leone, papa Leone Magno nel 452, che fermò Attila in marcia verso Roma – racconta la leggenda – in nome di Dio.
Probabilmente con alcune casse d’oro, gli storici sospettano.

Da fonti confidenziali filtra infine il vero messaggio affidato da Troglo a Rubio per papa Prevost:

“Dai, scherzavo!”

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Re-divino

Satira su Donald Trump che fa propaganda politica urilizzando immagini e concetti religiosi.

Trump nella sua missione di salvatore del mondo ha deciso di andare fino in fondo.

Donald Trump utilizza immagini e concetti religiosi nella sua propaganda politica.

È stata veicolata da Trump, sui suoi social, un’immagine in pessimo stile AI, ed è stata cancellata dopo poche ore, presumibilmente dal suo stesso staff che l’ha creata. Strategia o patologia.

Vengono utilizzati codici e stilemi molto comuni nella mistica e nella propaganda politica. In questo senso l’immagine AI è pensata universale. Il primo colpo d’occhio ci è familiare: i santini, le immaginette devozionali che ogni santuario o parrocchia ha stampato e continua a stampare del proprio santo protettore o santo di turno nella ricorrenza della sua festa. Sul retro è immancabile la preghiera o l’invocazione di rito.

Lo stile della rievocazione, su un altro versante, ha qualcosa del peggiore realismo sovietico o cinese, esaltante avvenimenti gloriosi, l’eroismo dei lavoratori, la grandezza del capo, le conquiste di regime…
Cambia il contesto.
La grammatica, no.  

Nei simboli dello sfondo si colgono la celebrazione della guerra, la supremazia americana, nei deliri di salvezza e tutela del mondo; soldati in divisa da combattimento sospesi tra nuvole e raggi di luce, come angeli nelle glorie delle pale d’altare; aquile e aerei che dominano i cieli, lady Liberty come faro del mondo, la bandiera americana…
Ma soprattutto c’è lui, Trump, eroe salvatore, biondo e giovane, pettinato alla lacca, in tunica dalmatica bianca con mantello rosso. Dona la vita a un sofferente con la sua aura e con fotoni di luce divina che saettano dalle mani. Intorno due donne, un uomo, un soldato, tutti estatici.
Fuochi d’artificio sul fondo, style life di festa perenne (o intercettazione perenne di droni), accenni di edifici con colonne classiche: la tradizione solida.

Il facile suggerimento metaforico è: Gesù Cristo risuscita Lazzaro.
Io sono la via, la verità, la vita.
Furto grossolano di simboli subliminali che nell’epoca dei meme funzionano per la propria cerchia. L’estetica messianica viene percepita come adeguata: dà forma visiva a una convinzione già esistente e di sostegno. È volutamente ridondante, iperbolica, così rimbalza e si rigenera anche con le critiche e l’indignazione.

L’ibridazione tra divinità e potere è stato un carattere indiscutibile, archetipico, del “diritto divino del sovrano”.
E lo stesso appellativo nei confonti di Dio non è preso, con rimbalzo lessicale nelle liturgie, dal potere supremo terreno? Il Signore, il Re dei re, Re dei cieli…

L’incrocio potere/divino ci viene riproposto in un maldestro kitch fuori tempo, ma studiato.

Trump col suo finto candore e la sua solita vera falsità ha risposto ai giornalisti che è un’invenzione dei media: “Fake news. Sono ritratto come un medico che fa del bene agli altri“.

Se tanto mi dà tanto, nella sostituzione di persona, c’è un fine ciclo.

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Pasqua 2026

Rovesci pasquali.
La Passione di Cristo è come quella di Trump“, tutti e due “traditi, arrestati e falsamente accusati“, ma come Cristo è risorto vittorioso, anche Troglo (alias Trump) sarà vittorioso “su tutto ciò a cui metterà mano“. Così, recita e prega nella cena pasquale, Paula White-Cain, predicatrice al soldo della Casa Candida e sostegno spirituale di chief … satana, il male, visioni deliranti (…)

Come augurio pasquale Troglo promette che sarà durissimo con l’Iran. “Nelle prossime due o tre settimane li riporteremo all’età della pietra cui appartengono”. Naturalmente col regalo dei suoi pacchi-dono volanti, e regalo al mondo di densi fumi tossici, CO2, CO, più infinite altre particelle… incendi delle riserve petrolifere… acque contaminate…

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Troglo l’avrebbe deportato, ma si sarebbe trattenuto la tunica. Da firmare e vendere a pezzettini.

Netaniolo gli avrebbe comunque comminato la pena di morte, in quanto sovversivo palestinese.

Georgica non avrebbe elementi per condannare, ma nemmeno per approvare. È stato un intervento legittimo. E in ogni caso ottimo l’uovo di Pasqua di cioccolato fondente spesso.

I cristiani, contenti che sia andata così: la prima ondata di globalizzazione con sede centrale imperiale: Roma e non Gerusalemme, da dove tutto è partito.

Infatti Netaniolo ha bloccato il cardinale Pizzaballa per celebrare i riti al Santo Sepolcro: fate quello che volete ma fuori dai piedi. 

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Monologo di Stefano Massini, scrittore, drammaturgo, autore della famosa Lehman Trilogy.

2 aprile 2026

Si narra che, arrivati in quel posto detto luogo del cranio, Gesù Cristo fu crocifisso con un ladrone alla destra e uno alla sinistra. Si narra che egli disse dalla croce: Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno.
Poi, aggiungo io, a voce più bassa, quasi inudibile credo, Gesù Cristo disse altro.

Disse: Padre perdona loro ogni volta che useranno me, te e questa croce per qualcosa che è soltanto di loro interesse e che non ha niente a che vedere con noi.

Padre perdona loro ogni volta che questa croce verrà usata, stravolta, contraddetta, corrotta, perfino stuprata.

Perdonali Padre, perdonali per questa croce quando verrà messa sopra gli stemmi dei partiti o dei loghi delle banche.

Perdonali, perdonali per la croce sul cappuccio del Klu Klux Klan, perdonali per la croce sugli scudi dei crociati, per la croce sui vessilli, sulle armi, sulle bandiere, sui cacciabombardieri.

Perdonali Padre, per la croce al collo dei bigotti pronti a scusare e a perdonare sempre soltanto se stessi.

Perdonali Padre per ogni volta che faranno in nome mio esattamente l’opposto di quello che ho detto. Se io ho detto di non uccidere, loro uccideranno; se io ho detto di accogliere, loro calpesteranno; se io ho detto di comprendere, loro condanneranno. E se le mie parole sono state parole d’amore, loro odieranno, odieranno e odieranno e odieranno e odieranno e odieranno.

Perdonali Padre, per tutti i ceri, le candele, che verranno accese in mio nome davanti a te sugli altari, dai corrotti, dai falsi, dai bugiardi, da chi ogni volta vende la vita, da chi gioca con la vita altrui e da chi vuole soltanto ammazzare in ogni verbo che il verbo ammazzare possa contemplare.

Perdonali Padre, perdonali ti prego, per ogni volta che mi metteranno in bocca parole che non ho mai detto, compreso quel drammaturgo che una sera in televisione mi metterà addosso, sulle labbra, parole che non ho mai pensato di dire, eppure, eppure a sentirle ci sarebbero state più che bene.

Soprattutto, Padre, perdona l’ego te absolvo ai mandanti, perdona le processioni dei camorristi, perdona i tabernacoli dei mafiosi, perdona ogni volta in cui in nome mio faranno tutto quello che io avrei voluto semplicemente che non accadesse.
Perdonali ogni volta che in nome mio compreranno e venderanno e acquisteranno, perdona il bip di bonifico eseguito, perdona ogni volta,

Padre mio, ogni volta che si compreranno la vita eterna a full optional, e giù con 7, 8, 9, 10, zeri, sempre sulla pelle di chi conta zero.
E proprio per quelli io ero venuto.

Perdona, Padre, perdona soprattutto per quando prenderanno ciò che ho fatto, ciò che ho detto, e lo trasformeranno non in una rivoluzione ma in un alibi, in un paravento, in uno strumento per il loro piccolo, misero, spregevole gioco di potere.

Perdonali soprattutto perché io ero amico dei perdenti e hanno fatto di me il Cristo dei vincenti.

Così disse, credo, o forse sì, o forse no, o forse boh, dopodiché abbassò il capo e spirò.

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Tentativi

Guerra e Pace 3

Tentativi, depressione, fallimento, tenacia di una colomba.

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New mission

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Pasqua 2025

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Consumazione obbligatoria

Guerra e pace 2

Sull’abisso di Gaza e dei territori occupati palestinesi sembra ugualmente vano invocare la pace e il cessate il fuoco. Sorge una convinzione. Che a padroneggiare, siano stupidità, crudeltà, ignoranza, infantilismo. E anche una lucida strategia per ottenere con la follia ciò che non sarebbe possibile raggiungere con la ragione e il diritto dei popoli.
Vince il fatto compiuto. Poi vai a schiodare …
Tutto iniziò con l’attacco orripilante del 7 ottobre del 2024, firmato Hamas. Continuò con altra follia in risposta, ad exhauriendum, con tutte le armi possibili, compresa fame e sete. Ospedali azzerati, donne (pericolose procreatrici), bambini (anche mirati alla testa-futuri nemici – è stato un errore). Esecuzioni di personale medico, personale ONU, giornalisti, rifornimenti umanitari ostacolati …
Le sabbie mobili continuano a fagocitare vite con ferrea statistica giornaliera: in alto sempre bambini, donne. 
Il grande mastino del mondo permette. E anche i cagnolini di corte.
Vivere la propria follia, come perfezione unica e imporla.

Rivive in questo periodo, nella fede dei credenti, la Passione del Cristo Palestinese. Poi la gioia. La ferocia che provocò la sua morte è quella stessa che perdura da millenni. E che è, ancora oggi, la “passione” del genere umano, nella guerra. Dovrebbe essere bandita per statuto universale.

Resta la speranza attiva, caparbia: la pace da ricercare. La gioia.

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Passione

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