Referendum sulla carriera

L’usignolo di governo, melodiosamente per la prima volta, con sfondo di verdura ammette:
La sovranità appartiene al popolo, e gli Italiani oggi si sono espressi con chiarezza…
Rifiuto la sconfitta e andiamo avanti…

Ma.
Spunteranno liste di proscrizione per chi ha votato NO:
il 54%, 14 milioni e mezzo di persone…
Contro
46% SI: 12 milioni e mezzo,
che continueranno a godere degli occhietti dell’usignolo.
Affluenza 59%, l’Italia s’è desta al referendum-no-quorum.
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22/23 marzo 2026 – Referendum sulla separazione delle carriere in magistratura – fuori pista.

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PetrolHormuz

Un'illustrazione satirica che mostra una figura all'interno di una bottiglia, con il titolo 'STRETTO DI HORMUZ'. La figura ha capelli biondi e indossa un cappotto scuro, sul fondo della bottiglia è caduto un cappello rosso.

Tutti i nodi vengono a Troglo. Il suo direttore del Centro Nazionale Antiterrorismo si dimette e dice che la guerra all’Iran non era necessaria. È stata forzata da Netaniolo e dalla sua “potente lobby americana“: l’Iran non era un pericolo imminente. Lo afferma chi se ne intende – un po’ tardi – da suprematista bianco con pedigree MAGA, Joe Kent. Aveva sostenuto il primo Troglo concelebrando la fandonia delle elezioni rubate. Aveva difeso gli assalitori di Capitol Hill (definiti in karaoke “prigionieri politici”). Sua moglie era stata uccisa in un attentato Isis in Siria nel 2019, dentro una guerra “fabbricata da Israele“, così scrive nella lettera aperta di dimissioni.
Ora evidentemente è troppo, forse, per numero di morti (più che altro i propri) o piutosto per essergli stata indicata da un po’ la porta: FBI indaga da qualche settimana se abbia diffuso notizie riservate.
La portavoce della Casa Candida lo redarguisce, da sergente tipo muovi-le-chiappe-palla-di-grasso: solo il Capo può stabilire se il pericolo è imminente o no.

Mentire è facile agli altri. Probabilmente anche a sé stessi, al nero. La Fandonia indifendibile è diventata costituzionale, ma capita che quella cosa, a volte sporca, chiamata coscienza fa un salto incontenibile. come un delfino nel mare limpido.
Il delfino Joe Kent, dopo il guizzo, ricade tuttavia nello stesso mare.

Nello Stretto di Hormuz, intanto, Troglo aggrappato a una camera d’aria, non sa come arrivare a riva, in balia delle correnti che che non capisce.

Anzi: è proprio imbottigliato.

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Toghe separate in casa

Vignetta satirica di una donna dai capelli biondi, politica riconoscibile, che minaccia conseguenze negative,  se non verrà votata la riforma delle carriere dei magistrati, come piante che non crescono e caffè puzzolente.

Tra pochi giorni, il referendum sulla separazione delle Carriere giudicanti e inquirenti, in un Paese con poco peso geopolitico nel caos mondiale provocato da paesi guerrafondati.

Sì, per confermare e approvare la separazione delle toghe.
No, per non approvare, non confermare, non modificare la COSTITUZIONE.

Anche l’amatriciana e il brodetto adriatico vengono invocati a supporto della “riforma” della giustizia. Già l’amatriciana è separata concettualmente dal brodetto adriatico. Tuttavia serve ricordare che tenendoli materialmente separati avremo meno datteri (immigrati), meno arance (meridionali), meno macedonie (LGBTQ), non più fichi d’India, quelli rossi (toghe fastidiose che ficcano il naso).

Il fronte del dice: è semplice. Ordine ed efficienza gastronomica. Separazione dei cuochi. Separazione dei pesci. Separazione dei grembiuli. Troppa confusione tra sughi e zuppe. Meglio due cucine, più una sull’attico.
Soprattutto punire i pesci se il brodetto macchia la tovaglia o schizza sulla camicia.
Ci pensano il Consiglio Superiore di Punizione dell’amatriciana e il Consiglio Superiore del Brodetto. Un terzo Consiglio Supremo vigilerà sui due separati, con plotoni di esecuzione (copyright).

Il fronte del No risponde. Oggi separi amatriciana e brodetto, domani separi pure il tavolo, dopodomani i commensali perplessi. E alla fine restano due cuochi che litigano su chi ha diritto al fornello mentre la pasta scuoce.
Non sarà il divide et impera…?
La ratio è punitiva. E l’ordine di esecuzione arriva facile.

I cittadini osservano la scena come clienti seduti al tavolo che discutono sulle ricette mentre in cucina volano padelle: c’è chi tifa per il cuoco dell’amatriciana, chi per quello del brodetto, e chi sospetta che – qualunque sia il risultato – il conto arriverà comunque al tavolo numero uno. Noi.

Perché alla fine La Costituzione non è una ricetta, non è un piatto del giorno, non va cucinata. Specialmente a fuoco lento.

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In nome di (D)io

Caricatura di due capi politici riconoscibili che stanno su un precipizio, uno tiene una Bibbia e l'altro una croce, entrambi con bende sugli occhi.

“Il popolo si è alzato come un leone. Am Israel Chai – Il popolo d’Israele vive. E con l’aiuto di Dio, assicureremo l’eternità del popolo eterno d’Israele”. L’uno.

Sono stato salvato da Dio per rendere di nuovo gli Stati Uniti un grande Paese”. L’altro.

Giusti sul sentiero della pace.
Per il loro Bene.

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Otto Marzo

Un'illustrazione di un tempio con la scritta 'PATRIARCHY', un cartello avvisa 'CLOSED TODAY' e 'OPEN TOMORROW'. Un omino lascia il tempio sotto un cielo blu. È l'Otto Marzo.

L’Otto Marzo è il giorno in cui il Patriarcato chiude per inventario.

Black Friday 8 MARZO
ORE 20:00 mancano 4 ore alla fine del rispetto per le donne.

Poi dal 9 marzo due e mezza a settimana fatte fuori.

Quando un vaccino educativo didattico?

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Presenza – Assenza

Illustrazione satirica con il titolo 'Par Conditio de Guera', (latino-romanesco). Preghiera da parte di una riconoscibile figura politica, rivolta a diversi santi, per evitare di concedere un favore imbarazzante.

Rasenta i muri, cammina di notte, vive prevalentemente in clandestinità. Appena viene riconosciuta di solito svanisce. Utilizza tecnologie moderne per rimanere invisibile. A volte si porta dietro un bunker. Pratica anche il quick-change, il trasformismo di Brachetti. Allieva e amicona del grande maestro internazionale del quick, Troglo. Ha ribaltato successivamente nel suo contrario quello che ha asserito con alte grida, alti lai e faccine, sul suo teatro personale quando era fuori poltrona regale.
Non teme rossore. Evita il parlamento, sua casa pubblica, anche perché soffre di amnesie costituzionali e topografiche.
Se qualcuno tenta di chiederle del suo Ministro della Difesa, difensore non difeso trovatosi in zona di guerra appena scoppiata, dei connazionali da evacuare, dell’Iran…
… E che è? chi sono?

E quando riemerge grida, grida, grida…  

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La Coppia

Satira di due capi politici riconoscibili, che su uno schermo avvolgente gigante, guardano scene di guerra. Su un piano popcorn e Cocacola.

Cantami, o Diva, dei due impresari l’ira funesta che infiniti addusse lutti…

Il gatto, la volpe, la guerra.

Quanta fretta! Ma dove corri? Dove vai?
Se ci ascolti per un momento, capirai
Lui è il gatto ed io la volpe, stiamo in società
Di noi ti puoi fidare
Puoi parlarci dei tuoi problemi, dei tuoi guai
I migliori in questo campo siamo noi
È una ditta specializzata, fai un contratto e vedrai
Che non ti pentirai
Noi scopriamo talenti e non sbagliamo mai
Noi sapremo sfruttare le tue qualità
Dacci solo quattro monete e ti iscriviamo al concorso
Per la celebrità
Non vedi che è un vero affare, non perdere l’occasione
Se no poi te ne pentirai
Non capita tutti i giorni di avere due consulenti
Due impresari che si fanno in quattro per te
Avanti, non perder tempo, firma qua
È un normale contratto, è una formalitá
Tu ci cedi tutti i diritti e noi faremo di te
Un divo da hit parade
Non vedi che è un vero affare, non perdere l’occasione
Se no poi te ne pentirai
Non capita tutti i giorni di avere due consulenti
Due impresari che si fanno in quattro per te
Quanta fretta! Ma dove corri? Dove vai?
Che fortuna che hai avuto ad incontrare noi
Lui è il gatto ed io la volpe, stiamo in società
Di noi ti puoi fidar, di noi ti puoi fidare, di noi ti puoi fidar.

Edoardo Bennato, (Il gatto e la volpe, 1977)

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Prigioniere

Un'illustrazione satirica che rappresenta un uomo davanti a un gulag immaginario dove ripone donne. Un cartello all'ingresso recita: 'WOMEN REPRODUCTION GULAG'. Satira della misoginia.

Ci sono i fiori di Bach, i fiori australiani, i fiori MAGA e i fiori AF.
Questi ultimi promettono una cura radicale. Direttamente sulle donne.

Ecco un florilegio recente, pronunciato da un personaggio di spicco di AF (America First), la galassia blu che orbitava nell’assalto a Capitol Hill:

“… Le donne vengono mandate prima ai gulag, ovviamente. Quali donne? Tutte le donne. Ogni donna.
… ha imprigionato gli zingari, gli ebrei, i comunisti, sai, tutti i suoi rivali politici, dobbiamo fare la stessa cosa con le donne.
Quindi vanno prima al gulag. Vanno ai gulag riproduttori. Quelle buone saranno liberate. Quelle cattive faranno fatica nelle miniere per sempre.

Si autodefinisce incel (involuntary celibate).
Nik Fuentes è un generoso dispensatore di allucinazioni suprematiste bianche, impastate con uso retorico della religione. Predica le sue ossessioni come verità rivelate. È stato definito “il più cancellato d’America”, ma la sua influenza, amplificata da streaming e comunità digitali, resta persistente.

I suoi gruppi, Groypers, sono anti-tutto: anti-femminismo, anti-liberalismo, anti-immigrazione… Abitano i labirinti del razzismo bianco. Si sono appropriati di Pepe the Frog, creatura del fumettista Matt Furie: una rana antropomorfa verde, nata semplice e innocente, trasformata – con grande disappunto del suo autore – in icona identitaria delle destre estreme.

Le sue affermazioni sono talmente deliranti da sembrare irreali. Parla un maschio che ha imparato solo il ruolo del dominatore e del predatore. Riduce i corpi a funzione, le persone a marionette. La maternità a produzione. La relazione a comando.
Il corpo della donna fa paura; è il primo obiettivo di deprivazione.
E così la sua psicologia: pericolosa, nemica.

Contro la reductio ad unum, la natura invece insiste sulla molteplicità.
Diritti – e le uguaglianze nei diritti – avanzano comunque, tra resistenze e ritorni.

Dove manca la tenerezza, nasce sempre un recinto.
Dove si teme la libertà, si immagina un gulag.

Forse le donne, in massa, gli direbbero semplicemente:

Ma che stai dicendo?
Di cosa diavolo stai parlando?
What on earth are you saying?
WHAT THE HELL ARE YOU TALKIN ABOUT?

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Universe board for the NO

Illustrazione umoristica surreale che rappresenta pianeti come Terra, Luna, Saturno, Marte, da cui partono amplificatori, simili a quelli dei grammofoni primi Novecento. Emettono segmali in italiano come "NO!" - "PERCHÉ?" - "PERCHÉ NO!", su uno sfondo spaziale scuro. Il Consiglio Cosmico esprime dei NO.

Consiglio dell’Universo – Seduta straordinaria

Ordine del giorno: NO / NO

NO – Board of Peace. Amoral, immoral Board of Peace. Un Board per fare affari. Scavalca l’ONU e le sue regole: ruberanno terre per impiantarvi colonie.

Il Board of Peace, che Troglo ha voluto e di cui si è attribuita la reggenza a vita, viene rigettato dal Big Bang Bureau (Solar District) con raffiche di onde che attraversano tempo e luce.

Le onde sono state decodificate. La sotto-intelligenza artificiale ha chiesto aiuto a quella naturale universale.
Qualche dettaglio è stato oscurato.
Tipo: “vaf…”

Messaggio cosmico per i potenti o che si credono tali:
La Libertà che state divorando
potrebbe divorare voi.

La Libertà è come l’aria:
non si afferra.
Si vive.
(Non udibile per chi ha l’Acquolina del Potere)

NO– Referendum Italia. Per la “separazione delle carriere” la decifrazione è chiara:

Repellendum.
Assordanti NO:
Per il potere che si crede eterno.
Per la paura che lo nutre.
Per la furbizia che lo amministra.
(Non udibili da orecchie viziate da interest conflict, dollar fever, power of the armchair).

Messaggio cosmico per i terrestri:
State rovinando il pianeta, con guerre, inquinamenti, distruzioni di specie.
Vi lamentate di disastri che voi stessi provocate.

Vi siete appropriati del nucleare
■ proprietà cosmica –
e avete incenerito 200.000 vostri simili.

Qui, nel Cosmo, tutto è ordinato
secondo leggi che conoscete
e altre che non conoscete.

E se continuate nella vostra linea
è meglio che non le conosciate.

Vi aspettano catastrofi.

La Luna è intatta.
Marte è intatto.
Saturno è intatto.
Giove e l’intero sistema solare sono intatti.
Solo da voi il sistema non è rispettato.

Dichiarazione finale cosmica:

NO è una domanda.
NO è una pausa.
NO è pensiero.
NO è un dovere che non conosce obbedienza e connivenza.
Stelle e Pianeti, Buchi neri, Comete, asteroidi, meteoriti non competono.
Non sorteggiano.

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Sull’asteroide

Una figurina di una donna con i capelli neri e un vestito verde e rosso legata con catene. Un omino le dà ordini. Satira del soggiogamento femminile

Formigine è un paese della pianura modenese, il cui nome è riportato nella storia dell’arte. Vi è nato Andrea Marchesi, detto appunto il Formigine, architetto, scultore e artigiano intagliatore eccelso.

Diversi giorni fa, non per meriti d’arte, Formigine ha fatto da contenitore a nuove teorie sociologiche, suo malgrado, sgorgate dal cuore di un consigliere di opposizione della giunta comunale.

Riferendosi agli eventi politici dell’immediato dopoguerra italiano, durante una sessione commemorativa del voto esteso alla donne, lancia in Consiglio:
“Il diritto di voto alle donne è stato riconosciuto in Italia solo nel 1946, perché c’era il fondato timore che potesse rappresentare un primo attacco all’unità familiare, e la storia si è incaricata di dimostrare che questo timore era più che fondato”.

Sull’asteroide dove vive il consigliere non ci sono donne. L’asteroide è di pochi metri quadri ed è piatto come la terra. Non si sporge a osservare i mondi per non cadere.
“Italia… 1946… voto riconosciuto… la storia…”, queste parole gli saranno arrivate come frammenti di meteoriti che ha raccolto, lucidato e rimesso in orbita sotto forma di farfuglio storico-sociologico.

Sempre in Consiglio nel delirio solitario, con cosmica solennità, rincara:
“Dopo il 1946 sono arrivate leggi come quelle sul divorzio, l’aborto e la riforma del diritto di famiglia, che hanno rappresentato altrettanti attacchi alla famiglia, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti”.

È lecito chiedersi, dovessero essergli utili quelle leggi storiche, se non esiterebbe ad avvalersene. Ma dove, sull’asteroide? La famiglia sull’asteroide è composta da un solo individuo che si dà ragione da solo. Lì non esistono tribunali, né consultori, né urne. Solo un perenne monologo gravitazionale. E la gravitazione funziona al contrario: più l’idea è pesante più vola via.

Sull’asteroide gli occhi si tengono chiusi per non vedere il mondo di sotto com’è: donne che scelgono, che dicono no, famiglie che si rompono, si ricompongono; esseri umani diversi per genere e culture, bambini che aspettano un futuro.

Ancora perle dall’asteroide:
“… attribuire il diritto di voto a ciascun componente della famiglia poteva portare a una contrapposizione all’interno della stessa per ragioni di carattere politico, mettendone a rischio l’unità”.

“L’assoluta parità tra i componenti della famiglia l’ha gettata nella confusione. Tutte le famiglie che funzionano hanno un “capo”, che sia il marito o la moglie”.

L’asteroide continua a orbitare e chi sta sopra è convinto di essere al centro del sistema.

Gelo siderale.

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