Frescacce di Stato 2

[segue da FRESCACCE DI STATO 1]

12. Macron e il vertice senza Meloni

Premio Gaffe con restituzione

Tajataja definì una «gaffe diplomatica» la scelta di Macron di incontrare Zelensky insieme a Scholz senza Meloni.
Una gaffe, insomma.

Non era una delle sue. Per una volta il ministro poteva commentare senza essere protagonista.
(10 Febbraio 2023)
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13. Sanremo e «certe volgarità»

Premio Zapping ministeriale

Tajataja raccontò di aver cambiato canale dopo alcune esibizioni del Festival.
Il ministro degli Esteri che abbandona Sanremo.

Una crisi diplomatica con il telecomando.
(15 febbraio 2023)
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14. La diplomazia del «fino a un certo punto»

Premio Elasticità concettuale

Perché quella formula merita una categoria autonoma.
Diritto internazionale? Fino a un certo punto.
Diplomazia? Fino a un certo punto.
Protocollo? Fino a un certo punto;
Nome dello stadio? Fino a un certo punto.

Formula economica All-in-one.
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15. Il ministro che deve spiegare la propria battuta

Premio Nota a piè di pagina

Prima arriva la frase.
Poi la polemica.
Poi la precisazione.
Poi la spiegazione della spiegazione.

La diplomazia a puntate, con smentita finale.
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16. La Farnesina come laboratorio linguistico

Premio Treccani d’urgenza

Ogni dichiarazione controversa, richiede ormai cinue passaggi:

cosa ha detto;
cosa significa letteralmente;
cosa voleva dire;
cosa hanno capito gli altri;
cosa avrebbe dovuto dire.

Cinque livelli di diplomazia per una frase sola.
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17. La Tajanata storica

Premio  «Professore, posso correggere?»

Mao, fascismo, BR, foibe, guerra, diritto internazionale.
Tajataja riesce talvolta a convocare in una singola dichiarazione più storia contemporanea di quanta ne contenga un manuale delle superiori.

Il problema è che il manuale non era stato consultato prima.
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18. La Tajanata definitiva

Premio Fantozzi alla carriera

La vera specialità di Tajataja non è necessariamente dire la cosa più assurda.
È dire una frase che costringe tutti gli altri a lavorare:

lo storico deve contestualizzare;
il costituzionalista precisare;
il diplomatico interpretare;
il giornalista verificare;
il portavoce correggere.

E il pubblico si chiede:

«Ma davvero ha detto proprio questo?»

Mentre la presidente del Consiglio fa finta di niente.

È qui che nasce la Tajanata:
il corto circuito fra quello che viene detto, quello che si voleva dire e quello che tutti hanno inevitabilmente capito.
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19. Il ministro che non voleva

Premio «Sono stato frainteso»

C’è sempre una seconda frase.
Poi una spiegazione.
Una precisazione.
Un chiarimento.

Un’escalation a ritroso.
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20. il premio finale

Ministro degli Esteri e vicepremier. Fino a un certo punto.

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