Marcettanera

1922.

Ritorno al passato attraverso il futuro.
O forse il contrario.

Cosa è successo nel 1922 che un generico generale cerca candidamente e entusiasticamente di riproporre oggi?

I generali…
Se ne possono enumerare una caterva che infiniti lutti addussero

Nella inquietante complessità attuale, qualcuno cerca di trovarsi un bunker nel passato.

Un passato abbastanza lontano, così che non si ricordino troppi particolari.
E i giovani possano essere facilmente attratti da una storia raccontata come traccia del più forte, omettendo, manipolando.

Così, entrandovi, ci si sente subito forti e potenti.

Vannacci di terra, di mare e dell’aria!

I primi proliferano quando la falda è inquinata e nessuno bonifica il terreno.

I secondi arrivano da oltreoceano, specie aliene del cambiamento cultural-climatico.

I terzi si diffondono nell’aria, ricadono al suolo e si uniscono a quelli di terra.

Ci sono poi personaggi della politica che, pur non provenendo dalla gerarchia, amano vestirne le divise e fare le prove marziali davanti al proprio specchio.

Ne conosco una dal passo marziale.

La democrazia moderna è cosa troppo
ideologica.
Farraginosa.
Dà retta a troppa gente.
A tutti.
È fragile.

Ci sono invece millenni di storia: ordine, gerarchia, disciplina, dominio.
Inchini.

È facile: ci sei solo tu e il capo.
E forche che risolvono tutto.

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