
In genere è l’acqua del secchio che lava o spegne. Qui, invece, è proprio il secchio a essere investito di una missione: utilizza il proprio vuoto come strumento.
Vuoto per vuoto, fa vuoto al quadrato.
La funzione del secchio è capovolta, e capovolta è anche la sua filosofia. La sua dignità risiede proprio in ciò che non contiene. Basta cambiare posizione e il nulla diventa una funzione, quasi un titolo.
Non porta acqua: porta il vuoto. Vuoto come strumento di potere, quasi titolo nobiliare. Un funzionario dell’Assenza.
O forse una corona sostitutiva, ultimo cimelio di un impero che vacilla.
Il potere continua a ostentarsi, ma la visione si fa sempre più ridotta.
Un sovrano che rischia di ritrovarsi con un secchio al posto della corona e il vuoto al posto dell’impero.
La missione del secchio è quasi certa:
«Chi siete? Dove andate? Un dazio!»
Postilla
Aveva dichiarato:
«Tutte le promesse le ho mantenute, e anzi ho fatto più di quanto ho promesso!»
I fact-checker documentano impietosamente il contrario.
L’ultima promessa, colossale, lanciata a poche battute dal traguardo elettorale, è stata:
«Darò 5.000 dollari a ogni cittadino adulto se vincerà il mio partito».
Non ha mantenuto nemmeno quella. Non ha potuto mantenere nemmeno quella.
Non l’ha mantenuta.
Ah, se avesse adottato il metodo di Achille Lauro: banconote tagliate a metà prima…
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