Palermo, Catania, Napoli, Roma, Bologna, Milano, Torino, Parigi, Marsiglia, Lisbona, Porto, Barcellona, Madrid, Bruxelles, Atene, Londra, Buenos Aires, Santiago, Quito, Giacarta, Nairobi, New York, New Delhi…
E non sono tutti teppisti. (Copyright del Ministro delI’Istruzione e del Merito).
E ci sono giovanissimi nutriti a videogiochi, allenati a scovare e abbattere il “nemico” con gli sparatutto. Ma sono un’altra cosa. Ci sono poi black bloc di vecchia conoscenza. Altra cosa ancora.
Prima umiliazione, urbi et orbi, dalla Basilica Bianca: Zelenskio, messo alla berlina davanti al mondo. Voltafaccer con dito alzato: Non hai le carte! Un servitore istituzionale di contorno: Perché ti vesti così…?!Non avevi un altro vestito?
Prodotti di chissà quale macchina del tempo a ritroso.
Seconda umiliazione ufficiale, in diretta video-social: Zelenskio, dopo la prima ricucitura, diventa improvvisamente un ostacolo agli accordi di pace e va deposto. Non adatto al ruolo. Non vuole fare accordi.Colpisce le raffinerie. Questo per Voltafaccer appare molto più grave dello stillicidio di vite umane delle due parti in guerra.
L’ostacolo alle trattative di pace non è la guerra incancrenita, non le condizioni capestro, non gli interessi in gioco. L’ostacolo ora è Zelenskio.
Rimosso lui, Putino può incassare tutte le aree geografiche che desidera; Voltafaccer, le terre rare, il petrolio, il grano, altri desiderata.
Per gli accordi sul gasolio ogni ostacolo sparisce.
Colonnelli di piantone a presidiare il voto dagli spalti: inclusi nella legge, forniti direttamente dalla casa madre.
Voto di fiducia imposto, voto segreto pro forma, emendamenti respinti per principio. E infine l’acclamazione, con dichiarazione ufficiale dei donzelli di corte, con un lessico dinastico, proprietario, ereditario.
Un grilletto spiritato proclama:
«Chi piglia un voto in più comanda».
Governare, verbo sconosciuto.
Sorrisi usque ad aures per il selfie del trionfo.
La Capa immancabile in primo piano, senza broncetto, con il suo stereotipo di professione.
Eppure, un broncio di genere dovrebbe averlo.
Perché le donne, in questa legge elettorale, contano come il due di coppe, figuranti marginali. Noccioli della frutta che, una volta mangiata, si sputano.
E le donne della maggioranza? Hanno fatto sentire la propria voce? Hanno provato a opporsi dall’interno, durante l’iter procedurale della legge?
Si-No-Non so. Tengo famiglia. Tengo poltrona.
Il ruolo delle donne, come al solito, sembra ridotto a una presenza superflua, di pura cornice, sotto la tutela dei Patriarchi. Le liste potrebbero avere una pesante preponderanza maschile, mentre il premio di maggioranza, altrettanto pesante, consente un surreale arraffa-tutto.
Perfino il Capo dello Stato potrà essere, finalmente, de noantri.
Alla Corte costituzionale serviranno parecchie matite rosso-blu.